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 SALARIA SPORT VILLAGE

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 4 Nov 2011 - 9:52


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 18 Nov 2011 - 18:30

Abusi edilizi,la decisione del giudice
sigilli confermati al Salaria village

Il magistrato sbarra la strada al dissequestro degli altri circoli sportivi. L'ordinanza della IV sezione del tribunale smentisce la sentenza del Consiglio di Stato

di MARINO BISSO e CARLO PICOZZA


È stata respinta la richiesta di dissequestro del "Salaria sport village". La decisone è stata firmata ieri da Bruno Costantini della quarta sezione del Tribunale dov'è in corso il processo per gli abusi edilizi realizzati in occasione dei Mondiali di nuoto del 2009.

Il giudice penale ha bocciato l'istanza dei legali del Salaria village che, forti di una recente sentenza del Consiglio di Stato, pensavano di spuntarla. I magistrati amministrativi di secondo grado avevano ritenuto corretto l'operato del commissario delegato ai Mondiali di nuoto, Claudio Rinaldi che, sostituendosi al Comune di Roma, aveva autorizzato la costruzione del nuovo impianto di nuoto nell'area di esondazione del Tevere, in deroga al Piano paesaggistico della Regione e al parere contrario dell'Autorità di bacino. Anche perciò il pronunciamento del giudice penale costituisce il precedente che potrebbe sbarrare la strada alle istanze di dissequestro degli altri quattordici circoli sportivi finiti nell'inchiesta sui Mondiali di nuoto.

Per il Salaria sport village sono alla sbarra, tra gli altri, Angelo Balducci, già presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Claudio Rinaldi, già commissario straordinario per i Mondiali di nuoto, Giovanni Malagò, all'epoca presidente del comitato organizzatore. Il mega impianto del Salaria village a Settebagni - due piscine da 25 e 50 metri più una terza per il riscaldamento, palestre, uffici, una foresteria con 41 camere, sale da 380 metri quadri, ristorante e club house - era finito nel mirino del pm Sergio Colaiocco. Con la nuova ordinanza, il giudice Costantini ha ritenuto che la decisione del Consiglio di Stato debba avere effetto solo sul piano amministrativo. In particolare, il giudice ha evidenziato che i magistrati amministrativi si siano limitati ad analizzare unicamente "la legittimità della nota del Comune di Roma del gennaio 2010 con la quale si esprimeva parere favorevole all'apertura della pratica di sanatoria per il nuovo impianto sportivo".

Sigilli confermati dunque. E gli effetti dell'ordinanza del giudice Costantini varranno, oltre che per il Salaria sport village, per gli altri circoli sportivi ai quali il pm Colaiocco aveva sequestrato i cantieri per la realizzazione degli impianti con piscine e varie che avrebbero dovuto ospitare i Mondiali di nuoto del 2009. Esce così confermato l'impianto accusatorio che aveva portato ai sequestri dei mega impianti sui quali, come nel caso della decisione del IV Municipio per il Salaria sport village, erano già state avviate le procedure per la demolizione.
(fonte: REPUBBLICA.IT)
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MessaggioTitolo: Le nuove Piscina dei Mondiali    Dom 11 Mar 2012 - 16:08

Ma le piscine dei Mondiali 2009, quelle del Salaria Sport Village, riapriranno ??
Credo che, ormai sia vermante un peccato (visti i tempi) farle eventualmente demolire !!!
Potrebbero portare dei bei proventi utilizzandole.....................tenerle così ferme e chiuse è solo uno spreco !!

Avete notizie ???
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Giustino
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Dom 11 Mar 2012 - 20:00

ma si... W l'abusivismo! Evil or Very Mad
se proprio lo devono riaprire allora che diventi una piscina comunale soprattutto per i diversamente abili
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 13 Apr 2012 - 19:21

G8, sequestrati beni per 32 mln di euro ad Anemone compreso il Salaria Sport Village


Sequestro di beni e proprietà per oltre 32 mln di euro a di Diego Anemone,l’imprenditore coinvolto nell’ inchiesta Grandi Eventi, della moglie Vanessa Pascucci e dello zio Luciano, ad opera della gdf. Sequestrate anche le palazzine G ed H (con piscine) di proprietà della Società Sportiva Romana nel comprensorio del Salaria Sport Village. Il sequestro è avvenuto in esecuzione del provvedimento firmato dal gip del tribunale di Roma, Nicola Di Grazia su richiesta dei pm Roberto Felici, Ilaria Calò e Sabina Calabretta, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Caperna. Anemone è una della figure chiave dell’inchiesta sugli appalti del G8 alla Maddalena. Proprio sulla base delle carte trasmesse dalle procure di Firenze e Perugia e dai successivi accertamenti delle Fiamme gialle, gli inquirenti hanno ricostruito i flussi di denaro frutto dei reati di appropriazione indebita e riciclaggio. Le palazzine G ed H (con piscine annesse) posti sotto sequestro all’interno del comprensorio del Salaria Sport Village, erano già finti sotto sequestro diversi mesi fa nell’ambito del procedimento sui mondiali di nuoto a Roma. I difensori degli indagati annunciano che faranno ricorso al tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro ritenendo «esorbitante la valutazione del patrimonio fatta dagli inquirenti».

Le Fiamme Gialle e i pm di Roma che hanno lavorato sul gruppo Anemone hanno monitorato i «flussi finanziari» consentendo di «ricostruire l’utilizzo diretto dei 20 milioni di euro – è detto nel decreto di sequestro preventivo del gip – provento della falsa fatturazione, ovvero della sottrazione a tassazione dei compensi corrisposti alla Impresa Anemone Costruzioni dalla Maddalena Scarl». Definendo l’attivtà illecita riscontrata dalle indagini, il gip sottolinea che il «profitto dei delitti ascritti in rubrica ai diversi componenti della famiglia Anemone, a vario titolo coinvolti, nonchè ai soggetti ad essi collegati, deve individuarsi, da un lato, nel risparmio di imposta correlato alle singole violazioni fiscali, dall’altro, nel diretto profitto dei delitti di appropriazione indebita commessi in danno delle società del gruppo per ingenti somme fatte transitare, anche attraverso società fiduciarie, sui conti personali dei componenti della famiglia Anemone e, nella quasi totalità dei casi, fatti confluire nelle casse della ‘società cassafortè, ovvero la Società sportiva romana e reimpiegati direttamente in attività edilizie migliorative del centro sportivo Salaria Sport Village». Il gip ritiene che «tenendo conto della natura dei beni colpiti dal provvedimento (alcuni dei quali appaiono capaci di produrre frutti o reddito, ma risultano inseriti nel più ampio contesto organizzato del Salaria Sport Village che eroga unitariamente beni e servizi) e della circostanza che lo stesso pm richiedente sembra voler perseguire il solo scopo di evitarne la dispersione a preservarne l’integrità, è opportuna la nomina di un custode giudiziario incaricato di garantirne l’ordinaria conservazione del compendio immobiliare, senza compiti di amministrazione di beni sequestrati».

Tra gli indagati anche nomi già noti, come quello del commercialista Stefano Gazzani, tenutario delle scritture contabili della Cesig srl e del funzionario pubblico Mauro della Giovampaola, nella veste di rappresentante legale della Medea Progetti e Consulenze srl. Il lavoro degli inquirenti riguarda «violazioni fiscali – è detto nel decreto di sequestro – delle società del gruppo Anemone, delitti di appropriazione indebita e riciclaggi e investimenti dei proventi da reato». Oggetto degli accertamenti è quello che il gip Nicola Di Grazia definisce come un «schema costante di comportamento finalizzato a drenare dalle società del gruppo (in particolare Impresa Anemone Costruzioni) cospicue somme di denaro che, in pagamento di fatture emesse da altre società del gruppo o comunque riferibili al gruppo a fronte di operazioni inesistenti, vengono distolte dalle casse della società senza valida giustificazione economica, monetizzate a mezzo cambio assegni da persone di fiducia e poi oggetto di libera disposizione in favore di altre società del gruppo con causali fittizie o di comodo». Per il giudice del Tribunale di Roma la falsa fatturazione costituisce «la modalità di creazione di fondi ‘nerì che vengono interamente (e non limitatamente all’ammontare delle imposte evase) riciclate e immesse in favore delle società finali beneficiarie (nel caso che interessa destinatario finale e la Società Sportiva Romana)»

Gli avvocati Cesare Placanica e Antonio Barbieri, difensori degli imprenditori Anemone, in relazione al decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip di Roma, affermano, in una nota che «il provvedimento non intacca minimamente l’attivit… del Salaria Sport Village, che quindi prosegue libera da ogni pregiudizio e condizione». I penalisti precisano, inoltre, che «nessun bene di propriet… del sig. Diego Anemone è stato sottoposto a sequestro».

Il lavoro degli inquirenti romani che ha portato al maxisequestro del gruppo Anemone è partito dall’analisi del personal computer in uso a Daniele Anemone (fratello di Diego). Nel pc un file denominato «elenco commesse» e contenente 400 nominativi e luoghi, avrebbe consentito agli investigatori della Finanza di fare luce sui cantieri presso i quali la società ha svolto lavori. Nella lista sono menzionati, tra gli altri, appalti per lavori presso l’ospedale Spallanzani a Roma o nelle abitazioni di via del Fagutale dell’ex ministro Claudio Scajola o del generale della Finanza Pittorru. Pm e Fiamme Gialle hanno accertato «una contabilità parallela che indica cantieri e nominativi di clienti ai quali sono state effettuate prestazioni di servizi omettendone la fatturazione». Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, ammonterebbe a circa 700 mila euro l’Iva evasa nel periodo che va dal 2005 al 2009 dall’Impresa Anemone Costruzioni per cessioni o prestazioni effettuate nei confronti di soggetti privati. Per quanto riguarda le prestazioni di servizio fatturate a clienti da altri soggetti giuridici appartenenti al gruppo di fatto della famiglia Anemone l’Iva evasa ammonta a 432 mila euro sempre nello stesso periodo.

«Il sequestro di beni e proprietà per oltre 32 ml di euro all’imprenditore Diego Anemone,tra cui la palazzina G e la piscina del complesso del Salaria sport village, dimostra la giustezza delle battaglie dei Democratici del IV Municipio e del Comune di Roma». È quanto dichiarano in una nota il consigliere Provinciale del P.D. Marco Palumbo e il vicepresidente del consiglio del 4° municipio Riccardo Corbucci. «Nononstante le decisioni assunte dal tribunale gli uffici preposti non hanno dato seguito ne alla demolizione delle strutture in oggetto ne all’acquisizione al patrimonio pubblico come richiesto da numerose associazioni sportive e no profit – concludono i consiglieri democratici – Ad oggi attendiamo ancora una parola di condanna del Sindaco Alemanno si è sempre e solo espresso a favore di non meglio identificate sanatorie». «Bisogna indagare anche sui numerosi finanziamenti che il Salaria Sport Village ha dato ad alcuni mezzi di comunicazione che per anni hanno difeso l’abuso edilizio» continuano i consiglieri del Pd «anche in quel caso potrebbe trattarsi di fatturazioni poco regolari».

Si profila una sforbiciata delle gestioni commissariali delle emergenze-grandi eventi, stando a quanto si legge dal comunicato finale del Consiglio dei ministri. Nella nota finale del Cdm, che ha dato il via libera preliminare alla riforma della protezione civile, si dice infatti che «le gestioni commissariali che operano già all’entrata in vigore della riforma non vengono prorogate o rinnovate, fatte salve alcune eccezioni, debitamente motivate».

DAL SITO http://riccardocorbucci.wordpress.com/2012/04/13/g8-sequestrati-beni-per-32-mln-di-euro-ad-anemone-compreso-il-salaria-sport-village/
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 22 Giu 2012 - 12:52


TOLTI I SIGILLI ALLE PISCINE

Il tribunale del riesame ha dissequestrato le palazzine G e H e la piscina olimpionica che sorgono al Salaria Sport Village. Il provvedimento fa tornare alla piena funzionalità anche le piscine d'allenamento, l'area destinata al parcheggio e una foresteria.

tratto dal giornale LEGGO del 22/giugno/2012


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Dom 24 Giu 2012 - 16:16

Salta il sequestro preventivo delle strutture oggetto del processo per i presunti abusi edilizi. Ma il Salaria Sport Village rimane sotto sequestro conservativo

E’ stato reso noto ieri dai legali della società che gestisce il Salaria Sport Village, il centro sportivo che sorge a Settebagni, teatro tra l’altro delle intercettazioni di Guido Bertolaso, gli avvocati Cesare Placanica, Antonio Barbieri e Giovanni Aricò, che in data 13 giugno, Il Tribunale del Riesame di Roma, ha accolto la loro istanza, dando ordine di dissequestrare le palazzine e la piscina olimpionica realizzate ex novo con l’autorizzazione del commissario straordinario che gestiva l’evento, in deroga a tutti i vincoli gravanti sulla zona, area di fuoriuscita dal letto programmata del Tevere.Il sequestro delle strutture era avvenuto a maggio del 2009 per ordine del Gip Pavone, su richiesta del Pm Sergio Colaiocco nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti durante l’organizzazione dei mondiali di nuoto, perché ritenuti edificati contravvenendo al piano urbanistico di Roma Capitale.

Questa la dichiarazione riportata da la Repubblica: “Il dissequestro – ha detto l’avvocato Placanica – ci soddisfa in modo particolare, perché vede riconosciute le nostre tesi. Il Salaria sport village a questo punto recupera la piena funzionalità, senza alcun vincolo rispetto a qualsiasi utilizzo”.Allo stato non sono state diffuse le motivazioni che hanno portato il Tribunale del Riesame a concedere il dissequestro, già richiesto vanamente in un’altra occasione.L’impianto sportivo, tuttavia, rimane interamente sotto sequestro conservativo, quindi aperto e con la gestione regolare nell’interesse dell’erario, disposto dalla Guardia di Finanza il 17 maggio scorso, a seguito di un’indagine per un presunto giro di fatture false per un valore di venti milioni di euro. Anche altri beni intestati alla famiglia Anemone sono stati colpiti dallo stesso provvedimento, per un importo complessivo che sembrerebbe superare i 30 milioni di euro. Il processo per i presunti abusi edilizi rimane comunque in essere e la prossima udienza è fissata per il 5 luglio prossimo. Dietro l’angolo però c’è lo spettro della prescrizione breve. In questo caso il termine scade nel 2014.

Riccardo Corbucci, vice presidente Pd del consiglio del IV Municipio, che tanto si è speso per far riconoscere gli abusi ed si è fatto promotore per una petizione che in caso di riconoscimento dell’illecito porti le strutture in seno al patrimonio pubblico, previa messa in sicurezza delle stesse – vista la qualifica del terreno su cui sorgono, destinato ad essere allagato preventivamente nel caso che una piena del Tevere metta in pericolo il cuore di Roma, i cui argini sono stati tutti rialzati – al posto della demolizione paventata, ha così commentato la notizia: «abbiamo fiduca nella magistratura e osserviamo con attenzione gli esiti processuali, convinti che il Salaria sia abusivo e pericolo per i cittadini perché costruito in zona esondabile»

Luciana Miocchi
(pubblicato su www.di-roma.com)





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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Lun 30 Lug 2012 - 9:53

Da Monte Sacro fino a Strasburgo. Questione di principio
Contro i poteri attriuiti al commissario straordinario per i Mondiali di Nuoto un ricorso arriverà alla Corte di Giustizia Europea.

La notizia che il Tribunale del Riesame ha dato ordine di dissequestro alle strutture realizzate per i mondiali di nuoto del Salaria Sport Village, in deroga ai vincoli presenti per mezzo di un’ordinanza commissariale ha qualche settimana. Nell’immediato tutti si aspettavano un commento di Riccardo Corbucci, il vice presidente del consiglio municipale di Roma Montesacro - che dei presunti abusi nella storia dei mondiali di nuoto ha fatto uno dei temi cardine della sua politica, tanto da arrivare fin nei servizi di Report e nel docufilm di Sabina Guzzanti, “Draquila” – arrivato soltanto a fine luglio, dopo una lunga pausa di riflessione per capire il da farsi. Eccone il testo: “Insieme con molti cittadini abbiamo preso la decisione di fare ricorso alla corte di giustizia dell’unione europea per chiedere l’annullamento delle ordinanze della presidenza del consiglio dei ministri, con le quali sono stati nominati commissari straordinari che invece di gestire le emergenze, si sono occupati dei grandi eventi, consentendo fra le altre cose, l’edificazione di 161 mila metri cubi di cemento su terreno vincolato ad agro romano e in zona di esondazione del Tevere” lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. “La recente sentenza del consiglio di Stato grazie alla quale il tribunale del riesame ha concesso il dissequestro del Salaria Sport Village, non entra, per sua stessa ammissione, nel merito della validità delle ordinanze che hanno consentito la costruzione di migliaia di metri cubi di cemento, in una zona vincolatissima dal piano regolatore di Roma” spiega Corbucci.

Il consigliere, dopo l’esito del ricorso per il dissequestro delle strutture costruite dalla proprietà del Salaria Sport Village su agro romano vincolato e a rischio esondazione è “ sfiduciato”, come più volte ha detto lui stesso perche «l’intera questione del caso dei mondiali di nuoto rappresenta alla perfezione il vecchio vizio italico del tarallucci e vino. Sono molto, molto sfiduciato. Ho perfino scritto al presidente del consiglio Monti, che mi ha inviato una risposta di alcune righe, nelle quali si dice che della questione se ne occuperà il governo».
Sfiduciato ma non domo. Ha recentemente emanato un comunicato stampa battagliero, ha intenzione di rivolgersi alla corte europea.
«Molti cittadini di Settebagni, Castel Giubileo e Ostia non ci stanno ad accettare che in qualche modo possa esserci un colpo di spugna. Il processo penale può andare in prescrizione. Da questo punto di vista si é pensato di ricominciare la battaglia su un terreno che non possa essere inquinabile, rivolgendoci alla corte europea. Andiamo con una motivazione specifica e cioè che non si potevano dare tutti i poteri al Commissario e anche con il gravissimo vizio della lentezza della giustizia italiana. Anche il Tribunale per il riesame non é entrato nel merito se il SSV sia abusivo o meno, perché non aveva il potere di farlo, potere che hanno i giudici del processo in corso. Abbiamo deciso di rivolgerci ad un Tribunale terzo che possa dare giustizia ai cittadini: nessun cittadino italiano può costruire sul terreno dell’agro romano in zona esondazione Tevere, tranne che la proprietà del Salaria. Peraltro trattasi di bene privato mai utilizzato per i mondiali di nuoto, ma anche se si fosse trattato di un bene pubblico non sarebbe stato possibile costruire. Nel 2008 l'autorità dei lavori pubblici, in pieno scandalo mondiali di nuoto, ha fornito una relazione sul fatto che non si poteva costruire con i poteri delle ordinanze, andando in deroga ai piani regolatori. E’ incomprensibile come il Tribunale del riesame ed il Consiglio di stato – quest’ultimo decidendo su una domanda presentata dallo stesso Ssv, che praticamente si è fatto un ricorso avverso da solo, chiedendo l'annullamento di una delibera della giunta Alemanno che non c'entrava assolutamente nulla con i permessi a costruire dati dal commissario straordinario. L’unico vero quesito per conoscere la verità sulla vicenda, é sapere se alla proprietà bastavano le ordinanze del commissario straordinario per costruite in riva al Tevere oppure no. Lo facciamo per difendere un principio, non certo perché ce l'abbiamo con la proprietà del Salaria».

Luciana Miocchi su http://www.di-roma.com/index.php/2011-07-25-15-57-21/412-da-monte-sacro-fino-a-strasburgo-questione-di-principio

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Sab 17 Nov 2012 - 18:30

Appalti G8- Cassazione convalida sequestri Sport Village a Settebagni
Sequestro di garanzia per due palazzine della società della Sportiva Romana. A deciderlo è stata la Cassazione che ha convalidato i sigilli nel comprensorio del Salaria Sport Village. In particolare, la Seconda sezione penale di piazza Cavour ha respinto il ricorso presentato dai difensori dei fratelli Diego e Daniele Anemone contro l'ordinanza del 2 maggio scorso che confermava il sequestro in relazione alle accuse di reati fiscali e appropriazione indebita. Diego Anemone e' una delle figure chiave nell'inchiesta relativa agli appalti del G8 alla Maddalena. Le palazzine G ed H, messe sotto sequestro, erano state sequestrate nell'ambito di un procedimento sui mondiali di nuoto a Roma. Ora la conferma da parte della Cassazione contrariamente alle richieste della pubblica accusa di piazza Cavour che aveva chiesto di accogliere il ricorso della difesa Anemone, sollecitando un nuovo esame della vicenda.
"Si tratta di un sequestro di garanzia - tiene a precisare l'avvocato degli Anemone, Cesare Placanica - con facolta' d'uso per cui la funzionalita' dei luoghi non e' stata intaccata. Ad ogni modo abbiamo trovato un verbale del collegio che autorizzo' lo spostamento dei fondi da una societa' all'altra per cui confidiamo in un ribaltamento della situazione. Il procedimento e' in itinere".

Arrow FONTE: http://roma.ogginotizie.it/189783-appalti-g8-cassazione-convalida-sequestri-sport-village-a-roma/#.UKeSxOTyogo

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 11 Feb 2014 - 20:22

"Frane, inondazioni, danni: così Roma è stata umiliata"

L'urbanista Berdini: "Basta con deroghe e abusivismo"
di PAOLO BOCCACCI 
 FONTE: Arrow  http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/02/11/news/frane_inondazioni_danni_cos_roma_stata_umiliata-78242195/ 




Berdini, che c'è che non va nell'urbanistica romana, se a Tor Marancia si riempiono fossi tutelati e ad ogni diluvio arrivano frane e va sott'acqua mezza città, da Prima Porta a Ostia, a Fiumicino, a Piana del Sole?
"Vale sempre la lezione di Insolera" risponde l'urbanista "Le trasformazioni della città sono tra loro connesse e nel tempo provocano queste conseguenze. Specie se i poteri pubblici non fanno il loro dovere".
In concreto?
"Nel 1931 furono definiti i nuclei edilizi di Prima Porta e di Settebagni. Erano zone costruite fuori dal piano regolatore che venivano legalizzate".
Ma dal 1931 di anni ne sono passati, come è possibile che non siano ancora in sicurezza?
"Perché è stato aggiunto danno dopo danno. Solo due esempi. Nella zona di Labaro-Prima Porta viene costruito negli anni Novanta il Centro Rai di Saxa Rubra. A Settebagni invece con una deroga è stato costruito il noto Salaria Sport Village, quello dello scandalo Anemone. ancora in un'area sottoposta a esondazione. La città delle deroghe si è così saldata all'abusivismo".
Ma anche in altri quadranti i drammi si ripetono, come a Piana del Sole.
"Piana del Sole è una zona più bassa del livello di esondazione e dunque sarà sempre sommersa. Il paradosso è che nella seconda metà degli anni Novanta si decide di costruire l'autoporto di Roma e Fiumicino proprio su terreni adiacenti".
Il recente Piano Regolatore però ha previsto strumenti per impedire questi drammi annunciati.
"No, perché è uno strumento viziato all'origine dall'ideologia che lo ha generato. È infatti un piano pensato per una crescita infinita, da 70 milioni di metri cubi".
Ma il piano delle Certezze, come fu chiamato, divideva una volta per tutte la città costruita da quella verde. Dunque un limite è stato dato al cemento. Rimettere ordine nel senso di interventi concreti non spetta al Comune?
"Spetta al Comune e a una serie di altre importanti strutture pubbliche, come l'Autorità di Bacino del Tevere e i Consorzi di Bonifica dell'Agro romano. Ma questa cultura della manutenzione è ormai persa. Per quanto riguarda il Piano delle Certezze poi basta ricordare tutte le compensazioni offerte ai costruttori sono proprio nelle aree agricole esterne alla città costruita".
Emergenze sono anche quelle di Ostia, dell'Infernetto, dell'Isola Sacra a Fiumicino, tanto che ormai l'inondazione e la rovina per tante famiglie sono prevedibilissime.
"In questo caso è la mancanza della manutenzione ad aver provocato i disastri. Non siamo infatti di fronte all'esondazione del Tevere. Non hanno funzionato le fognature".
Che può fare l'urbanistica per la sicurezza della città?
"Bloccare per sempre la realizzazione di nuovi quartieri di espansione e, contemporaneamente, rimettere in ordine la gigantesca espansione urbana cresciuta dalla metà del secolo scorso praticamente senza regole".
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 30 Mag 2014 - 13:55

Inchiesta Grandi eventi, la Guardia di Finanza sequestra il Salaria sport village di Anemone
FONTE: REPUBBLICA.IT

Provvedimento anche per le nove società che gestiscono le attività al suo interno. La disposizione nell'ambito dei processi legati al G8. Una misura di prevenzione legata ai vari processi per reati tributari e di corruzione. La società: nessun sigillo, attività aperte. I giudici: "L'imprenditore vive abitualmente di illeciti"
 


Diego Anemone, mister Grandi Eventi




La Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato il Salaria Sport Village dell'imprenditore Diego Anemone e le 9 società che gestiscono le attività all'interno del centro, per un valore di 200 milioni. Il provvedimento è stato deciso dalla procura di Roma nell'ambito delle indagini sugli appalti dei Grandi Eventi. L'inchiesta, nella quale fu coinvolto anche Angelo Balducci, aveva già portato nel 2012 al sequestro di proprietà di Diego Anemone per oltre 32 milioni. Il sequestro è una misura di prevenzione legata ai vari processi per reati tributari e di corruzione in cui è coinvolto l'imprenditore.



L'indagine al tempo del G8


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"Abbiamo preso atto del sequestro notificato oggi dalla Guardia di Finanza - è stata la reazione di Stefano Morandi, amministratore unico della struttura - Si tratta, nella sostanza, di una duplicazione dei sequestri già in atto. Non sono stati apposti sigilli. Quindi l'attività del Salaria Village non ha subito interruzioni e proseguirà regolarmente". 

Foto: il sequestro per i Mondiali di nuoto

I giudici scrivono nel decreto di sequestro che Anemone è un soggetto "dedito abitualmente a traffici delittuosi, in relazione al vivere abitualmente con proventi di attività delittuose, in un particolare contesto criminale che opera in altissimi ambienti istituzionali". Nelle 40 pagine si legge anche che è stato messo in atto un uso "sistematico della corruzione e di articolati illeciti tributari diretti a camuffare erogazioni di tangenti e il reinvestimento dei proventi delle attività illecite". Le indagini hanno portato alla luce "un fenomeno di corruzione esteso e sistematico che vedeva da un lato, una intera gerarchia di funzionari pubblici corrotti e dall'altro, un numero chiuso di imprese favorite, prime fra tutto quelle del gruppo Anemone". Il tribunale ha fissato per il 23 giugno prossimo l'udienza davanti alla III penale, il contraddittorio tra le parti rispetto alle misure personali e patrimoniali. 

''La priorità della procura di Roma è quella di aggredire i patrimoni illeciti, sia quelli in tema di impresa mafiosa, sia quelli riferiti a persone e società non colluse con il crimine organizzato'' ha detto poi in conferenza stampa il procuratore della capitale Giuseppe Pignatone spiegando il senso dell'operazione. ''La legge italiana, dal pacchetto sicurezza del 2008 al codice antimafia del 2011, votati all'unanimità dal Parlamento, come segno di una precisa volontà politica, consente di estendere lo strumento della misura di prevenzione anche a chi, senza essere legato alla criminalità mafiosa, si è aggiudicato appalti con sistemi illeciti, creando patrimoni bacati perché legati a reati tributari o fiscali come la corruzione, il riciclaggio o la bancarotta". Secondo il capo della procura di Roma, il provvedimento emesso dal tribunale a carico del Salaria Sport Village si giustifica ''perché nel caso specifico, alla luce degli accertamenti svolti dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, sono state violate le regole del mercato e quella della libera concorrenza. E' dunque nostro dovere intervenire per salvare le regole del gioco mettendo in atto gli strumenti predisposti dallo Stato''.

Anemone era finito al centro delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Roma sulla cosiddetta 'cricca degli appalti'. Un 'sistema gelatinoso' che, dal 1999, a fronte di tangenti e reati di corruzione, avrebbe consentito la metodica assegnazione di rilevanti appalti pubblici pilotati dal funzionario Angelo Balducci, tra cui anche quelli relativi ai cosiddetti 'Grandi Eventi' (Mondiali di nuoto 2009, vertice G8 all'isola de La Maddalena, Celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia), ad un numero chiuso di imprese favorite, in primis proprio quelle dell'imprenditore proprietario del Salaria village. 
 
Si parla di almeno 450 milioni di euro che, tra il 1999 e il 2009, sono stati oggetto nel tempo di accorte operazioni di reinvestimento, che hanno consentito all'impresa della ''cricca'' di acquisire, ristrutturare ed ampliare il più grande centro sportivo della capitale.

Secondo l'accusa già nel 2004, mentre l'imprenditore Anemone si vedeva assegnare dal pubblico ufficiale Balducci ingenti appalti in cambio di tangenti ed utilità varie, i due avevano intrapreso una comune iniziativa imprenditoriale, per far fruttare gli ingenti proventi ricavati illecitamente dall'affidamento dei lavori pubblici. In due società nate in quell'anno figuravano come soci, seppur schermati attraverso società fiduciarie, i fratelli Diego e Daniele Anemone e Lorenzo e Filippo Balducci, figli di Angelo (questi ultimi successivamente fuoriusciti): la Società Sportiva romana S.r.l. e la Salaria sport village S.r.l.. La prima sarebbe stata utilizzata per portare a termine l'operazione di acquisizione del centro sportivo Salaria sport village, successivamente ampliato e rinnovato con fondi provenienti dagli appalti affidati alle imprese di Anemone dalle strutture pubbliche dirette dal Balducci).

La seconda, la Salaria sport village S.r.l., invece, si occupa della gestione delle attività del circolo - un imponente complesso sportivo che si estende di 170.000 metri quadrati, che comprende una club house di oltre 2.000 mq, un bar-ristorante di circa 850 mq, un centro benessere di 2.400 mq, una palestra di circa 2.500 mq, 18 campi da tennis, un campo da calcio regolamentare con tribune coperte, due campi da calciotto, 3 campi da calcetto, quattro piscine, di cui due olimpioniche da 50 metri, immobili ad uso uffici, foresterie e spogliatoi per circa 30.000 mq, aree verdi e parcheggi - attraverso ulteriori compagini societarie destinatarie di consistenti trasferimenti originati dagli appalti pubblici. 

Molte strutture del Salaria Sport Village erano state già sequestrate dal Nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani di Roma nel maggio del 2009 nell'ambito dell'inchiesta su presunti abusi edilizi compiuti nell'ambito dell'organizzazione dei mondiali di nuoto. Nel giugno del 2012 il tribunale del Riesame aveva poi deciso il dissequestro dei manufatti.

Un secondo provvedimento però, sempre del 2012, aveva colpito le proprietà di Anemone a cui erano stati sequestrati beni e proprietà per oltre 32 milioni per ilcoinvolgimento nell'inchiesta Grandi Eventi. I pm ipotizzavano i reati di appropriazione indebita e riciclaggio. Anche in quel caso alle palazzine G ed H (con piscine) di proprietà della Società Sportiva Romana nel comprensorio del Salaria Sport Village erano stati apposti i sigilli. Il processo, che vede imputato anche Anemone, è iniziato a marzo di quest'anno.

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Sab 31 Mag 2014 - 9:51

L’INCHIESTA 

La cricca, i massaggi, la Procura
La parabola del «Salaria Village»

Sequestrato a Diego Anemone il circolo di 75mila metri quadri, valore 200 milioni di euro. Il procuratore Pignatone: «Legge anticorruzione usata anche con la mafia»
di Ilaria Sacchettoni

ROMA - Era il simbolo spavaldo della cricca, un’orgia di cubature abusive alla periferia di Settebagni che, all’occorrenza poteva trasformarsi nel priveè del potente di turno. Guido Bertolaso per dire. Non erano i blasonati soci dell’Aniene, certo, eppure i rampanti avventori del Salaria hanno deciso affari, appalti e cubature fin dal 1999, anno di costituzione della srl di Diego Anemone con i proventi della Medea, collettore di tangenti dello stesso imprenditore oggi prescritto per il finanziamento illecito all’ex ministro Claudio Scajola: la splendida casa in via del Fagutale al Colosseo (contro Scajola, invece assolto, la procura ha presentato da poco ricorso).


Gli anni d’oro
Era l’epoca dorata della cricca. Anni fondati «sul sovvertimento della disciplina di aggiudicazione degli appalti pubblici e sull’asservimento delle pubbliche funzioni all’interesse e all’arricchimento personale» scrive ora il presidente della sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione, Guglielmo Muntoni. Da ieri quel simbolo è sotto sequestro. Una misura preventiva, eseguita sulla base del decreto legge anti-corruzione. La norma che, dal 2011, estende ai colletti bianchi i metodi di lotta utilizzati con la mafia e dunque toglie ai soggetti più allenati nell’esercizio della corruzione — Anemone, Balducci, «Lady Asl» Giuseppina Iannuzzi— l’ossigeno della liquidità. «Aggredire i patrimoni illeciti è la priorità della procura» ripete il procuratore Giuseppe Pignatone sottolineando la «sistematicità» dei comportamenti di Anemone.

Amministrazione cotrollata
La struttura non chiuderà: la speranza, anzi, è che continui a incassare, perchè ora il gioiello di Anemone (75mila metri quadri che furono sigillati e poi dissequestrati nel 2012) è nelle disponibilità dello Stato, come lo è la famosa catena «Zio Ciro» che dai prestanome della camorra è finita in amministrazione controllata del tribunale. Secondo la ricostruzione del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza guidato dal colonnello Cosimo di Gesù, ogni euro investito nel «Salaria» proveniva dal business di Anemone, e cioè dal «sistema inquinato dell’assegnazione degli appalti in materia di grandi eventi». Un sistema, scrivevano i giudici di Firenze a marzo 2010 «di corruttela consolidato e collaudato, esteso ed efficiente, che coinvolge alcune decine di persone, annidato al vertice dell’organizzazione statale, all’interno della struttura amministrativa della Presidenza del Consiglio e per ciò stesso altamente pericoloso». Un sistema che per i finanzieri del Tributario aveva fruttato ad Anemone 450 milioni di euro di appalti pubblici.
31 maggio 2014 | 10:30
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http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_maggio_31/cricca-massaggi-procura-parabola-salaria-village-ed356e52-e899-11e3-8609-4be902cb54ea.shtml 
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 31 Lug 2014 - 11:31

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/07/31/nuova-vita-per-il-salaria-sport-village-sara-gestito-da-2-imprenditori-1.1276486

Nuova vita per il Salaria Sport village. Sarà gestito da 2 imprenditori.


Nuova era per il Salaria Sport Village. Ieri presso l’impianto di via San Gaggio 5, è stata presentata la nuova gestione alla presenza, tra gli altri, del giudice del Tribunale di Roma, Guglielmo Muntoni, del presidente del Comitato paralimpico italiano, Luca Pancalli, e degli amministratori giudiziari che hanno seguito la trattativa. La gestione dell’impianto è stata affidata, per quel che riguarda il circolo sportivo, agli imprenditori Andrea De Angelis e Stefano Marchio, mentre la Lazio Nuoto proseguirà il suo impegno agonistico nel campionato di pallanuoto di A1 e di formazione con la scuola nuoto, occupandosi della piscina olimpica coperta, già affidata alla società biancoceleste dallo scorso anno. «La nostra è una grande partita - ha dichiarato De Angelis - per far sì che questo polo di eccellenza si arricchisca della nostra esperienza nel mondo del fitness. Oltre alle consuete attività il Salaria Sport offrirà delle occasioni sportive anche per bambini e disabili all’insegna di un’apertura sempre più grande verso il sociale. Inoltre siamo qui a testimoniare che il Salaria non ha mai smesso la sua attività sportiva che anzi con noi ora sarà grandemente potenziata».


http://www.iltempo.it/sport/sport-locale/2014/07/31/il-nuovo-corso-del-salaria-sport-village-con-la-lazio-1.1276457

Il nuovo corso del Salaria Sport Village con la Lazio.
Un impianto prestigioso e polifunzionale come il Salaria Sport Village ha inaugurato ufficialmente con una conferenza stampa presso la hall del circolo il suo nuovo corso...

Un impianto prestigioso e polifunzionale come il Salaria Sport Village ha inaugurato ufficialmente con una conferenza stampa presso la hall del circolo il suo nuovo corso...
Un impianto prestigioso e polifunzionale come il Salaria Sport Village ha inaugurato ufficialmente con una conferenza stampa presso la hall del circolo il suo nuovo corso imprenditoriale dopo il sequestro dello scorso maggio, con l’assegnazione della struttura da parte del tribunale di Roma all’imprenditore romano Andrea De Angelis.

Noto per la sua ventennale esperienza nel ramo dell’entertainment sportivo, De Angelis ha abbinato da tempo il suo nome a mondo fitness, rassegna di sport ed attività all’aperto svolte nell’omonimo circolo a Tor di Quinto. Ora, una nuova sfida, dare ulteriore vigore alle attività del Salaria Sport: «Raccolgo con gioia l’investitura da parte del giudice delegato Guglielmo Muntoni - spiega De Angelis - puntando a far crescere di pari passo l’aspetto sportivo tanto per i semplici avventori del centro amanti del fitness, quanto per gli atleti professionisti e per questo rinnoveremo la partnership con la Lazio Pallanuoto». I biancocelesti, che già l’anno passato hanno giocato le gare interne nelle piscine del Salaria, continueranno a Via San Gaggio con rinnovate aspirazioni, come spiega il presidente Massimo Moroli: «Resteremo dove già ci eravamo trasferiti la stagione passata perché questo è un centro meraviglioso che ha tutto per accogliere tifosi e sportivi di altro profilo e faremo di tutto affinché ogni aspetto venga curato al meglio, mostrando come la decisione giuridica di affidare l’impianto a De Angelis è stata la più ortodossa».

Chiusura finale del presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli: «Se una controversia viene risolta dando impianti simili a personalità come De Angelis che hanno a cuore l’accessibilità all’impianto ai disabili e la cura di più discipline, non posso che augurare le migliori fortune a questa nuova gestione».

Giovanni Crocé


Vediamo quanto faranno per i disabili....

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