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 SALARIA SPORT VILLAGE

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 2 Feb 2011 - 16:16

Il sistema che aggirava il fisco spiegato dagli inquirenti in quaranta faldoni.

Nell'elenco: case, favori e ristrutturazioni
I 400 nomi della lista Anemone


Il costruttore avrebbe evaso 70 milioni. I bonifici per la moglie e il cognato di Bertolaso


PERUGIA - Ci sono politici, alti funzionari dello Stato, prefetti e poi ministeri, caserme, istituzioni religiose nella nuova lista di 400 nomi che ha beneficiato di ristrutturazioni gratuite. Ci sono soprattutto decine di milioni di euro sottratti alle casse dello Stato.

La magistratura di Perugia chiude le indagini sugli appalti concessi per i «Grandi Eventi» ed individua i potenti che hanno beneficiato di soldi e favori. Nei 40 faldoni di atti processuali messi a disposizione della difesa è raccontato il sistema messo in piedi dal costruttore Diego Anemone e dai suoi sponsor principali - il provveditore ai Lavori pubblici Angelo Balducci e il capo della Protezione civile Guido Bertolaso - per fare soldi con i lavori concessi dallo Stato e con le ristrutturazioni gratuite. Un meccanismo che secondo la Guardia di finanza ha consentito al rampante imprenditore di evadere al fisco oltre 70 milioni di euro. Soldi che le fiamme gialle chiedono di recuperare con il sequestro di tutti i suoi beni, compreso l'ormai famoso Salaria Sport Village per un totale di circa 50 milioni di euro. Balducci e Bertolaso sono accusati di aver ottenuto denaro e altre «utilità». E adesso si scopre che entrambi avrebbero utilizzato alcuni prestanome per occultare i benefici ricevuti. Mentre il provveditore avrebbe avuto un «cassiere» presso il ministero dei Trasporti, il capo della Protezione civile avrebbe dirottato alcuni contratti sulla moglie e sul cognato. Tra i documenti depositati c'è anche la lettera che il commissario dei Mondiali di nuoto Claudio Rinaldi inviò nel maggio 2009 a Berlusconi, dopo essere stato interrogato dai pm, per evitare il «possibile sequestro del Salaria Sport Village».

La lista delle «commesse»
L'incrocio delle testimonianze di fornitori e operai utilizzati per le ristrutturazioni nelle case private ha consentito di ricostruire la mappa dei favori fatti da Anemone. Nella maggior parte dei casi il costruttore addebitava allo Stato gli interventi effettuati negli appartamenti dei privati. Proprio come avvenuto con l'ex ministro Claudio Scajola: i costi per la famosa casa di via del Fagutale - che l'imprenditore aveva provveduto a saldare con 900 milioni di euro - furono conteggiati a carico del Sisde. Il Viminale era una delle istituzioni che Anemone curava in esclusiva grazie all'incarico ottenuto da Balducci e così si spiegano gli interventi nelle strutture della polizia, nei commissariati e nelle case dei prefetti. Nel nuovo elenco compaiono l'ex prefetto di Roma Carlo Mosca, l'ufficiale della Finanza Stefano Salari, l'alto funzionario della Funzione pubblica Maurizio Cavoli, l'economo dell'Esercito Roberto Gelosi, l'ingegnere del Genio civile Vittorio Rapisarda. Il Gruppo Anemone, dice l'accusa, «ha posto in essere una contabilità parallela "criptata", intellegibile solo attraverso la conoscenza di appositi "codici numerici", individuati grazie ad un'analisi meticolosa ed attenta della documentazione». E questo ha consentito un'evasione di oltre 77 milioni e mezzo di euro che adesso giustificano la richiesta di blocco dei beni.
I film con la Medusa
Bertolaso ha sempre detto che sua moglie Gloria Piermarini «ha avuto un incarico dal Salaria Sport Village per il rifacimento dei giardini», mentre il cognato Francesco Piermarini «l'ho scelto perché si tratta di un bravo ingegnere». Gli accertamenti patrimoniali svolti dai carabinieri del Ros hanno mostrato una realtà ben diversa.
Nel 2003 con la società «le Grand Bleu», il cognato si occupa di cinema. E così si espone per il finanziamento del film «Il servo ungherese» che arriva in sala l'anno successivo. La produzione della pellicola «è in parte coperta da un finanziamento dello Stato», ma non basta. I diritti vengono ceduti alla Medusa Film, la società controllata dal gruppo Mediaset. La svolta arriva nel 2005 quando Anemone gli propone di sovrintendere alla contabilità dei lavori di ristrutturazione della caserma Zignani, destinata a sede del Sisde, il servizio segreto civile. Piermarini ottiene un contratto da 35 mila euro e riesce a entrare nel giro degli appalti. E per farlo, almeno a leggere la relazione della Guardia di finanza, non deve faticare molto. Scrivono gli investigatori: «Sulla base degli accertamenti finora eseguiti, le prestazioni rese da Piermarini non appaiono idoneamente documentate e, pertanto, i relativi costi si ritengono, allo stato, non deducibili dal reddito di impresa della società». Resta comunque nel «giro». E così, come documentano le verifiche bancarie, tra il 2007 e il 2009 ottiene «4 bonifici dell'importo complessivo di 287 mila euro per lo svolgimento dei lavori per il G8 e per le celebrazioni dell'Unità d'Italia», oltre a 67 mila euro per «l'emergenza socio economico ambientale nella Laguna di Marano Lagunare e Grado».
I bonifici alla signora Bertolaso
Incarichi ben remunerati anche per la moglie di Bertolaso che tra il 2004 e il 2007 ha ottenuto 4 incarichi per 114.550 euro. Il 15 ottobre 2004 arriva un bonifico da 25.650 euro da Italferr spa. Il 30 maggio 2005 altri soldi: 27.750 dalla stessa ditta. Il 22 settembre 2006 la cifra sale e a pagare è la Sac, società «riferibile all'imprenditore Cerasi Emiliano collegata al Gruppo Anemone che si è aggiudicata i lavori di restauro del teatro Petruzzelli di Bari e quelli del Nuovo Teatro di Firenze (programma Celebrazioni 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, per l'importo contrattuale di euro 69.820.170,00). Per entrambe le gare di appalto, il presidente di gara era Salvo Nastasi», capo di gabinetto del ministro Sandro Bondi. E infine a Gloria Piermarini il 5 aprile 2007 è arrivato un bonifico di 24.750 euro dalla Redim che fa parte del Gruppo Anemone «per la progettazione preliminare relativa alla sistemazione paesaggistica degli spazi verdi e dei parcheggi del Centro Salaria Sport Village», l'unico contratto che Guido Bertolaso aveva ammesso.
Il «cassiere» di Balducci
È stata una segnalazione anonima, poi verificata dalla Finanza, a far scoprire come il «cassiere» di Angelo Balducci possa essere Giancarlo Farinelli, responsabile della divisione qualificazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Un ruolo nella gestione delle finanze del provveditore viene attribuito anche a sua moglie, Anna Maria Leonetti, che secondo la denuncia «risulta essere intestataria di un conto corrente bancario acceso presso la Bmp di Roma, di conti correnti in Svizzera ed in San Marino, dove sono transitati svariati miliardi e che la stessa, unitamente al marito, possiede quote societarie importanti, il tutto derivante da proventi illeciti e tangenti frutto di collaborazioni con Balducci». A destare l'interesse degli investigatori è soprattutto la donna, non solo perché possiede quote di diverse società, ma per alcune segnalazioni di operazioni bancarie sospette. Sul loro ruolo gli accertamenti dei magistrati risultano tuttora in corso.

Fiorenza Sarzanini
02 febbraio 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA

FONTE: CORRIERE.IT

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I pm: sesso e soldi a Bertolaso in cambio degli appalti del G8 (27 gennaio 2011)


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Appalti G8, «fondate le accuse a Lunardi» (8 settembre 2010)


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Indagine sui soldi versatial capo del Consiglio di Stato (4 settembre 2010)

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 3 Feb 2011 - 23:25

Mondiali di Nuoto,
il Tar del Lazio: “nulli i provvedimenti del commissario”.
Abbiamo vinto!

Dopo due anni di battaglia, il TAR del Lazio ci ha dato ragione. Il Commissario straordinario delegato in occasione dei mondiali di nuoto del 2009, Claudio Rinaldi, non aveva «alcun potere di rilasciare il permesso di costruire per la realizzazione dei singoli interventi edilizi in luogo della competente amministrazione comunale». Ne consegue che i provvedimenti da lui adottati sono da ritenersi «nulli». Lo comunica Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio che insieme con l’Associazione Italia Nostra si era occupata della vicenda mondiali di Nuoto e del Salaria Sport Village.

Così il Tar del Lazio pronunciandosi sul ricorso sul Salaria Sport Village e il circolo Canottieri Aniene, due delle strutture già coinvolte nell’inchiesta della Procura di Roma su presunti abusi edilizi realizzati per gli ampliamenti degli stessi circoli in vista delle competizioni sportive natatorie. In particolare, alla I sezione del Tar del Lazio, presieduta da Giorgio Giovannini, i ricorrenti chiedevano di annullare alcuni provvedimenti emessi dall’amministrazione comunale tra cui quello dell’11 gennaio 2010 con cui il Campidoglio rivendicava la competenza a rilasciare le autorizzazioni in questione. La sentenza dei giudici amministrativi potrebbe incidere sul processo penale che prenderà il via il 5 aprile e che vede sul banco degli imputati per abuso edilizio, tra gli altri, Rinaldi, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l’imprenditore Giovanni Malagò e altre trenta persone. La nullità delle autorizzazioni era già stata sostenuta dai pm titolari dell’inchiesta sin dal maggio del 2009, quando furono apposti i sigilli al Salaria Sport Village e ad altri sei circoli. Questo ed altri provvedimenti della giustizia penale sono citati nella sentenza del Tar, in cui si sottolinea che il punto centrale della questione è «l’accertamento della liceità e della legittimità dell’intervento edilizio realizzato per lo svolgimento dei campionati del mondo di nuoto». Nello sciogliere la questione i giudici amministrativi affermano come «l’ordinanza con cui il Presidente del Consiglio dei Ministri ha autorizzato il Commissario delegato, ove indispensabile, a derogare ad una pluralità di disposizioni normative non sia suscettibile di estensione alcuna – si legge nella sentenza – Le norme che il Commissario delegato è stato autorizzato a derogare sono solo e soltanto quelle espressamente indicate» e «l’interpretazione deve essere esclusivamente letterale». Ne consegue, sostiene il Tar, «che al Commissario delegato non è stato attribuito alcun potere di rilasciare il permesso di costruire per la realizzazione dei singoli interventi edilizi in luogo della competente amministrazione comunale». Non solo, «l’estensione, per il solo fatto di essere destinato a soddisfare esigenze della collettività, della qualifica di impianto pubblico – con i connessi benefici in termini, ad esempio, di esenzione dal contributo di costruzione – a qualunque impianto privato che insiste su suolo privato e gestito a fini di lucro da soggetti privati sarebbe incomprensibile su un piano logico prima ancora che giuridico».
Per quanto concerne la posizione del circolo Canottieri Aniene Associazione Sportiva Dilettantistica, la struttura sportiva non è intervenuta direttamente nel giudizio davanti ai giudici amministrativi. Il circolo, in particolare, come precisano i suoi legali, gli avvocati Benedetto Giovanni Carbone, è stato chiamato ad intervenire come controinteressato dai ricorrenti, il Salaria Sport Village, ma non è in questo in questo giudizio. La sentenza del Tar del Lazio comunque avrà effetti su tutte le strutture sportive che hanno avuto autorizzazioni a svolgere lavori di ampliamento in vista dei mondiali da parte del commissario straordinario nominato ad hoc per l’evento sportivo.
«Oggi la sentenza del Tar mette in luce l’ennesima pagina nera dell’amministrazione Alemanno quella dei mondiali di nuoto. Un evento sportivo che poteva trasformarsi in un’opportunità in termini di sviluppo urbanistico per la città ha assunto invece tratti inquetanti. La pratica dei commissariamenti peraltro sta diventando sempre più un’intollerabile via di fuga per il rispetto delle regole e delle leggi». Lo ha affermato in una nota Umberto Marroni, capogruppo Pd Roma Capitale.
«La sentenza del Tar del Lazio emessa oggi, per il Campidoglio non sposta nulla. È, infatti, sufficiente leggere il passaggio in cui il Tribunale Amministrativo afferma che ‘l’estensione della qualifica di impianto pubblico a qualunque impianto privato che insiste su suolo privato e gestito a fini di lucro da soggetti privati sarebbe incomprensibile su un piano logico prima ancora che giuridicò per comprendere che, per Roma Capitale, questa sentenza non cambia alcunché, anzi, conferma l’orientamento assunto dalla Giunta Capitolina. Infatti, in via cautelativa, nell’ipotesi in cui il Commissario Straordinario non potesse rilasciare i permessi, il Campidoglio ha provveduto ad operare una distinzione fra impianti pubblici e privati: nei confronti dei 5 impianti su terreno comunale e in concessione pubblica, abbiamo rilasciato il titolo abilitativo, approvandone i progetti. Resta il problema degli impianti privati che, ad oggi, in base alla pronuncia del Tar, rimangono privi di titolo. Ci auguriamo, in ogni modo, che il Consiglio di Stato faccia definitiva chiarezza». Lo afferma in una nota l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Marco Corsini.


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 10 Feb 2011 - 17:51


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 22 Feb 2011 - 22:03

Il girone infernale delle mazzette: benvenuti al Salaria!
Domenica 06 Febbraio 2011
di Enrico Pazzi




Tom Waits cantava “What's he building in there?/What the hell is he building/In there?” (Cosa sta costruendo là dentro?/ Cosa diavolo sta costruendo/là dentro?). Queste erano le domande che i residenti di Castel Giubileo – Settebagni si ponevano appena dopo l’estate del 2008. E se lo chiedevano tra di loro. E poi iniziarono a chiederlo in giro. Cosa diavolo fanno lì dentro al Salaria Sport Village? Una piscina dissero alcuni. Per i prossimi Mondiali di nuoto di Roma. Sulle rive del Tevere. In piena zona di esondazione. E l’esondazione c’era pure stata l’inverno prima, con tutto il cantiere del Diavolo allagato. Ma nulla di certo trapelava al di là del cantiere. Neanche fosse stata la fantomatica Area 51 con tanto disco alieno collassato al suolo. Nessuno sapevo per certo cosa stesse accadendo.
Di sicuro c’era solo che il Diavolo che stava costruendo era Diego Anemone. Lui, il prodigio di Settebagni, l’uomo che da una piccola impresa edile paterna stava scalando la bella società romana. Che per mano del più celebrato dei chierichetti romani, Angelo Balducci, stava arrivando ai piani alti della classe imprenditoriale del Paese. A botte di mazzette, di favori. E il Salaria Sport Village che era mai?
Per tutti i residenti della zona il Salaria Sport Village era un luogo culto. Chi ci lavorava, chi ci portava i figli a nuotare, chi ci andava a fare cyclette. Andare al Salaria Sport Village era status symbol. “Oggi vado al Salaria! Vediamoci al Salaria per un aperitivo! Concludiamo al Salaria!”. Passiamoci le mazzette al Salaria!
Il Salaria Sport Village zona franca, terra di signori, di mazzette e di accordi. Ben frequentato dai potenti e da chi potente ci voleva diventare. Contatti anche con le forze dell’ordine. Amico del Salaria era (ed è ancor oggi?) l’odierno assessore alla mobilità Antonello Aurigemma (Pdl), ex carabiniere e devoto alla causa. Vi aveva collaborato a vario titolo anche la consorte del maresciallo Fiumarella, comandante della stazione dei Carabinieri di Settebagni, in barba all’art. 393 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri, che regola le incompatibilità ambientali. Ma amico del Salaria era pure il sindaco Alemanno che vi era andato a far visita durante il suo tour in IV municipio, un consigliere del IV municipio, tale Marco Bentivoglio (Pdl). Vi aveva festeggiato il suo compleanno l’ex presidente del IV municipio Alessandro Cardente, che nella scorsa consiliatura militava tra le fila dei Verdi e di cui ad oggi si sono perse le tracce (pare sia ancora con Baccini). Insomma, tutti assieme appassionatamente.
Il Salaria Sport Village, sempre pronto a blandire chi potente era già e chi potente sarebbe di lì a poco diventato. Con tanto di cene elettorali gentilmente offerte, così come di eventi dedicati e feste di compleanno. Se contavi era lì che dovevi andare. Era lì che dovevi mostrarti ai tuoi amici, così come ai tuoi nemici.
E il luogo del Diavolo, il girone infernale delle mazzette e dei traffici loschi oggi può vantarsi, dopo lo scandalo della Cricca Anemone-Balducci- Bertolaso, anche di un'altra medaglia: lo scandalo Orsi. Era lì che Bertolaso veniva accolto dalle massaggiatrici di Anemone, con Simone Rossetti che preparava la scena. Ed era lì che Fausto Baccari consegnava gli assegni, legati ai rimborsi dei poveri ammalati da sangue infetto, al dipendente mandato lì da Vincenzo La Musta, collaboratore e socio di Francesco Maria Orsi, il provetto Berlusconi protagonista dei festini romani a base di mignotte e cocaina.
Ah già, ma cosa stavano costruendo lì al Salaria? Un albergo, facendolo passare per stabile ad uso foresteria per gli atleti del Mondiale di nuoto di Roma. Peccato che gli atleti lì non ci sono mai andati, ance perché il cubo di cemento fu prontamente sequestrato perché sotto indagine. Ed oggi? Dopo la sentenza del Tar che dice che niente e nessuno poteva autorizzare chicchessia a costruire sulla riva del Tevere un albergo, non resta altro da fare che abbattere la vergogna. Abbattere il più grande abuso edilizio che la Capitale possa ricordare da trent’anni a questa parte. Il simbolo all’arroganza del potere corrotto. Tutto romano.
Eppure al Salaria una strada per rientare dell’eventuale perdita ci sarebbe. Chiedere i danni al Comune di Roma. Chiedere ad Alemanno, colui che si era prodigato con varie sanatorie, i danni. Ma perché mai Sindaco mi hai detto che potevo costruire un cubo di cemento laddove invece non avrei potuto? Sarebbe una belle beffa. Il Salaria infrange le regole, briga con i potenti per poter sanare la vergognosa costruzione e poi, stroncato dalla sentenza del Tar, decide di rifarsi sul Comune. Perché poi tanto, anche se dovesse essere risarcito dal Comune, si tratterà pur sempre di soldi pubblici. E quindi a chi può importare?
Diavolaccio di un Anemone!

FONTE: ROMA2013
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 23 Feb 2011 - 0:10

Scrivo qui questa lettera aperta, non sapendo dove poterla inviare. Vedere esaudito questo sarebbe un sogno per me…

Io sono una disabile motoria in carrozzina. Per tenermi in esercizio devo fare molta attività in piscina. Per noi disabili è già molto difficile trovare delle piscine attrezzate in parte, trovare una piscina che ci facilita la vita completamente impossibile. Parlo di sollevatori a bordo vasca ( ce ne sono alcune a Roma) , ma anche sollevatori nelle docce, nei spogliatoi, lettini (non ce ne una piscina nella capitale che abbia queste accessori).
Ho seguito da vicino la vicenda della Salaria Sport Village perché abito lì vicino. Ci sono andata tempo fa, anche per vedere se avevano un’accessibilità idonea a persone come me. Mi hanno risposto di mettermi in contatto con una cooperativa esterna,che mi ha risposto che assistevano soltanto disabili senza problemi motori. In ogni caso dovevo essere messa in acqua e tolta dai miei genitori ultra sessantenni, non essendoci un sollevatore.
E’ possibile che questa struttura possa essere messa in sicurezza? Visto il valore dell’immobile sequestrato, sarebbe un peccato che fosse distrutto. Non ritengo giusto comunque,che per questo motivo, fosse riconsegnato al proprietario insieme ad un solo rimprovero verbale, o una multa esigua, che sarebbe una beffa enorme.
Io vorrei fare una petizione: che il sequestro dell’impianto della Salaria Sport Village,edificato abusivamente per i mondiali di nuoto, fosse tolto, solo e soltanto, se questo impianto fosse attrezzato, a loro spese, in modo di avere finalmente un centro di eccellenza per le persone disabili di Roma e dintorni. Non abbiamo alcuna speranza che qualcuno possa decidere spontaneamente di fare una cosa del genere, invece così forse potrebbe essere possibile.
Si dovrà studiare bene le clausole – quella principale dovrà essere l’impossibilità di cambiare la destinazione della piscina, anche se venduta . Dovrà essere una gestione diretta, controllato dall’esterno da un’associazione del settore sport per disabili, tipo il Comitato per le paraolimpiadi. Il gestore non deve avere il potere di delegare ad altri la conduzione, per evitare la possibilità che la situazione possa degenerare in una situazione di non funzionamento dovuta ad una scarica barili di responsabilità tra i vari responsabili.


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 23 Feb 2011 - 22:06

laratriv ha scritto:
Scrivo qui questa lettera aperta, non sapendo dove poterla inviare. Vedere esaudito questo sarebbe un sogno per me…

Io sono una disabile motoria in carrozzina. Per tenermi in esercizio devo fare molta attività in piscina. Per noi disabili è già molto difficile trovare delle piscine attrezzate in parte, trovare una piscina che ci facilita la vita completamente impossibile. Parlo di sollevatori a bordo vasca ( ce ne sono alcune a Roma) , ma anche sollevatori nelle docce, nei spogliatoi, lettini (non ce ne una piscina nella capitale che abbia queste accessori).
Ho seguito da vicino la vicenda della Salaria Sport Village perché abito lì vicino. Ci sono andata tempo fa, anche per vedere se avevano un’accessibilità idonea a persone come me. Mi hanno risposto di mettermi in contatto con una cooperativa esterna,che mi ha risposto che assistevano soltanto disabili senza problemi motori. In ogni caso dovevo essere messa in acqua e tolta dai miei genitori ultra sessantenni, non essendoci un sollevatore.
E’ possibile che questa struttura possa essere messa in sicurezza? Visto il valore dell’immobile sequestrato, sarebbe un peccato che fosse distrutto. Non ritengo giusto comunque,che per questo motivo, fosse riconsegnato al proprietario insieme ad un solo rimprovero verbale, o una multa esigua, che sarebbe una beffa enorme.
Io vorrei fare una petizione: che il sequestro dell’impianto della Salaria Sport Village,edificato abusivamente per i mondiali di nuoto, fosse tolto, solo e soltanto, se questo impianto fosse attrezzato, a loro spese, in modo di avere finalmente un centro di eccellenza per le persone disabili di Roma e dintorni. Non abbiamo alcuna speranza che qualcuno possa decidere spontaneamente di fare una cosa del genere, invece così forse potrebbe essere possibile.
Si dovrà studiare bene le clausole – quella principale dovrà essere l’impossibilità di cambiare la destinazione della piscina, anche se venduta . Dovrà essere una gestione diretta, controllato dall’esterno da un’associazione del settore sport per disabili, tipo il Comitato per le paraolimpiadi. Il gestore non deve avere il potere di delegare ad altri la conduzione, per evitare la possibilità che la situazione possa degenerare in una situazione di non funzionamento dovuta ad una scarica barili di responsabilità tra i vari responsabili.


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 23 Feb 2011 - 22:11

fausto69 ha scritto:
laratriv ha scritto:
Scrivo qui questa lettera aperta, non sapendo dove poterla inviare. Vedere esaudito questo sarebbe un sogno per me…

Io sono una disabile motoria in carrozzina. Per tenermi in esercizio devo fare molta attività in piscina. Per noi disabili è già molto difficile trovare delle piscine attrezzate in parte, trovare una piscina che ci facilita la vita completamente impossibile. Parlo di sollevatori a bordo vasca ( ce ne sono alcune a Roma) , ma anche sollevatori nelle docce, nei spogliatoi, lettini (non ce ne una piscina nella capitale che abbia queste accessori).
Ho seguito da vicino la vicenda della Salaria Sport Village perché abito lì vicino. Ci sono andata tempo fa, anche per vedere se avevano un’accessibilità idonea a persone come me. Mi hanno risposto di mettermi in contatto con una cooperativa esterna,che mi ha risposto che assistevano soltanto disabili senza problemi motori. In ogni caso dovevo essere messa in acqua e tolta dai miei genitori ultra sessantenni, non essendoci un sollevatore.
E’ possibile che questa struttura possa essere messa in sicurezza? Visto il valore dell’immobile sequestrato, sarebbe un peccato che fosse distrutto. Non ritengo giusto comunque,che per questo motivo, fosse riconsegnato al proprietario insieme ad un solo rimprovero verbale, o una multa esigua, che sarebbe una beffa enorme.
Io vorrei fare una petizione: che il sequestro dell’impianto della Salaria Sport Village,edificato abusivamente per i mondiali di nuoto, fosse tolto, solo e soltanto, se questo impianto fosse attrezzato, a loro spese, in modo di avere finalmente un centro di eccellenza per le persone disabili di Roma e dintorni. Non abbiamo alcuna speranza che qualcuno possa decidere spontaneamente di fare una cosa del genere, invece così forse potrebbe essere possibile.
Si dovrà studiare bene le clausole – quella principale dovrà essere l’impossibilità di cambiare la destinazione della piscina, anche se venduta . Dovrà essere una gestione diretta, controllato dall’esterno da un’associazione del settore sport per disabili, tipo il Comitato per le paraolimpiadi. Il gestore non deve avere il potere di delegare ad altri la conduzione, per evitare la possibilità che la situazione possa degenerare in una situazione di non funzionamento dovuta ad una scarica barili di responsabilità tra i vari responsabili.



Grazieee...
L'abbiamo firmato in tre in famiglia, aspettiamo le conferme....
http://www.petizionionline.it/petizione/riconsegnamo-le-piscine-sequestrate-accessibili-ai-diversamente-abili/3505
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 24 Feb 2011 - 16:03

Salaria Sport Village: l’appello di una cittadina disabile


La lettera aperta di una cittadina diversamente abile, che lancia un suo personale appello sul Salaria Sport Village: renderlo attrezzato e accessibile ai disabili. L'idea viene subito accolta da molti cittadini, ed ora c'è una petizione online

di Redazione - 24/02/2011

Di seguito riportiamo la lettera aperta che una cittadina diversamente abile ha pubblicato sul forum di Settebagni, non sapendo a chi rivolgersi. Il suo sogno è che il centro sportivo del Salaria Sport Village possa essere riconsegnato alla cittadinanza e reso accessibile soprattutto alle persone disabili. Nella lettera si lancia l’idea di una petizione online; idea che viene accolta da alcuni cittadini, che la mettono subito in rete. "Riconsegnamo le piscine sequestrate ai diversamente abili" è il nome della petizione, che si trova sul sito www.petizionionline.it .

FONTE: ROMATODAY.IT
Arrow
Ho visto solo ora quest'articolo, come avrete intuito, il Salaria Sport Village non nutre la mia simpatia, ma certo se accogliesse la richiesta di Lara, si meriterebbe sicuramente tutta la mia approvazione e la mia stima.
FORZA LARA SIAMO TUTTI CON TE !
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 24 Feb 2011 - 21:14

Assolotamente favorevole!
Peccato che qualcuno non abbia capito la nostra buona fede ...
spiace constatare che si sia voluto vedere tanta dietrologia a questa bella iniziativa partita da questo forum che da più di 2 anni ha sempre invece evidenziato le cose che non andavano bene al Salaria Sport Village! (bastava guardare le pagine di questo topic...)
Ma evidentemente è più facile sparare sentenze!
per far capire meglio di cosa sto parlando vi invito a leggere questo articolo ed i commenti sotto riportati.

Arrow http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2084:la-petizione-vergogna-pro-salaria-sport-village&catid=49:editoriale&Itemid=64 Neutral
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 25 Feb 2011 - 16:39

fausto69 ha scritto:
Assolotamente favorevole!
Peccato che qualcuno non abbia capito la nostra buona fede ...
spiace constatare che si sia voluto vedere tanta dietrologia a questa bella iniziativa partita da questo forum che da più di 2 anni ha sempre invece evidenziato le cose che non andavano bene al Salaria Sport Village! (bastava guardare le pagine di questo topic...)
Ma evidentemente è più facile sparare sentenze!
per far capire meglio di cosa sto parlando vi invito a leggere questo articolo ed i commenti sotto riportati.

Arrow http://www.roma2013.org/index.php?option=com_content&view=article&id=2084:la-petizione-vergogna-pro-salaria-sport-village&catid=49:editoriale&Itemid=64 Neutral
Sbagliare è umano, ma perseverare..........
leggete qui!
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Sab 26 Feb 2011 - 9:27

Io rispondo solo della mia buonafede, ma credo anche a Lara.
Non tutti fanno i giornalisti (ed anche li avrei da ridire su molti della categoria) e possono informarsi su tutto...
Spiace solo constatare che si guardi più a "politicizzare" che a risolvere realmente un qualsiasi problema...
Non c'è l'ho in particolare con nessuno, ma in generale credo che manchi a molti il senso civico.
Sono molto dispiaciuto dell'accaduto e per quanto mi rigurda vedevo benissimo il fatto di utilizzare una struttura come il SSV a fin di bene, soprattutto per scopi sociali. Poi non parlatemi di Giustizia, per favore! Era scontato per me (a questo punto dubito sulle mie capacità nel farmi capire) che per prima cosa doveva essere tutto legale ed a norma... Che ne so... visto che la struttura ormai c'è facciamola magari diventare comunale e che i più bisognosi (a me non servirebbe, per essere chiari!) ne trattagano benefici.
Boh forse sono solo un sognatore che crede che i problemi si possano risolvere sempre con la buona volontà...
Ma mi sarei rotto il caxxo di questa politica di merda!
Scusate lo sfogo
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Sab 5 Mar 2011 - 22:20

QUESTA SERA, ALLE ORE 23:00 CIRCA MENTRE CON LA MIA FAMIGLIA TORNAVAMO DA FUORI, ABBIAMO RISCHIATO UN INCIDENTE PER UNA 15INA DI RAGAZZI VERAMENTE IMBECILLI CHE SULLA SALARIA, DAVANTI L'ENTRATA DEL CENTRO SPORTIVO SALARIA VILLAGE, SI SONO MESSI IN MEZZO ALLA STRADA PER "GIOCARE" CON LE MACCHINE CHE TRANSITAVANO.
MA COME CATSO VIENE IN MENTE UNA COSA DEL GENERE? DEFICENTI E DIRE POCO!!!
E I GUARDIANI CHE STANNO ALL'ENTRATA DOV'ERANO???
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 10 Mar 2011 - 17:00

con questo bell'articolo spero davvero che la si finisca...
I love you
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 11 Mar 2011 - 10:20

quoto!
davvero un articolo ben fatto.
Cool
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 6 Apr 2011 - 19:14

Mondiali di nuoto, al via il processo
sui presunti abusi edilizi


Alla sbarra Malagò, Balducci e Rinaldi. Tra i testimoni, Alemanno, Veltroni, Montino. Bertolaso e Berlusconi. L'inchiesta si intreccia con quella alla ricostruzione di L'Aquila. Il coinvolgimento di Zampolini e Anemone



I lavori al Salaria Sport Village


Diego Anemone, Giovanni Malagò, Angelo Balducci e Claudio Rinaldi. Sono alcuni dei trentatré imputati per i quali domani a Roma si aprirà il processo relativo ai presunti abusi edilizi legati alla costruzione di numerosi impianti per i Mondiali di nuoto 2009. L'inchiesta, che si intreccia con tutte le successive sul G8, sulla ricostruzione post-terremoto de L'Aquila e sugli altri 'grandi eventi' affidati alla protezione civile, riguarda la realizzazione o l'ingrandimento di strutture costruite abusivamente, anche in aree protette e a rischio esondazione del tevere e dell'aniene.

La procura di Roma, lo scorso agosto, a chiusura delle indagini aveva infatti disposto la citazione diretta a giudizio per trentatré persone: sotto accusa ci sono anche l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, Claudio Rinaldi, commissario straordinario per l'organizzazione della manifestazione iridata, e l'imprenditore Giovanni Malagò, proprietario del circolo aquaniene, più volte sottoposto a sequestro (così come altri impianti di Roma) e per cui si sono mobilitati nei mesi scorsi anche campioni come Federica Pellegrini, Massimiliano Rosolino e Valerio Cleri.

Ma tra i rinviati a giudizio ci sono anche Angelo Zampolini, l'architetto factotum dell'imprenditore Diego
Anemone, e Simone Rossetti, gestore del centro benessere Salaria Sport Village, accusati proprio per i lavori del centro sportivo. Al processo si aggiunge la trasmissione degli atti, disposta dai pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, alla procura regionale della corte dei conti per lo spreco di denaro pubblico, come richiesto dai magistrati contabili il 9 luglio scorso.

L'inchiesta sugli abusi edilizi ha finora accertato, in particolare, che il circolo Aquaniene è stato realizzato ex novo, e non ampliando gli impianti già esistenti, così come previsto da una delibera comunale del 2007.
L'Aquaniene, inoltre, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non è destinato solo a fini sportivi: la struttura si estende infatti su 14mila metri quadrati e parte di questi sono stati utilizzati anche per la costruzione di bed and breakfast, ristorante, ludoteca. Invece secondo Malagò, all'epoca anche presidente del comitato organizzatore dei Mondiali, "all'Aquaniene non è stato realizzato neanche un millimetro quadrato difforme da quanto previsto nel progetto iniziale dalla conferenza dei servizi", il tutto realizzato "senza un centesimo di contributo pubblico".

Nella prima udienza di domani si dovrà decidere sull'ammissione dei testimoni al procedimento, e la lista (di circa 120 persone) potrebbe contenere nomi eccellenti: dall'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al suo predecessore Walter Veltroni. Ma anche Esterino Montino, ex vicepresidente del Lazio, l'attuale assessore all'Urbanistica, Marco Corsini, e il suo predecessore Roberto Morassut. Fino addirittura a Silvio Berlusconi.

FONTE: REPUBBLICA.IT
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 7 Apr 2011 - 9:33

settebagnino ha scritto:
Mondiali di nuoto, al via il processo
sui presunti abusi edilizi


Alla sbarra Malagò, Balducci e Rinaldi. Tra i testimoni, Alemanno, Veltroni, Montino. Bertolaso e Berlusconi. L'inchiesta si intreccia con quella alla ricostruzione di L'Aquila. Il coinvolgimento di Zampolini e Anemone



I lavori al Salaria Sport Village


Diego Anemone, Giovanni Malagò, Angelo Balducci e Claudio Rinaldi. Sono alcuni dei trentatré imputati per i quali domani a Roma si aprirà il processo relativo ai presunti abusi edilizi legati alla costruzione di numerosi impianti per i Mondiali di nuoto 2009. L'inchiesta, che si intreccia con tutte le successive sul G8, sulla ricostruzione post-terremoto de L'Aquila e sugli altri 'grandi eventi' affidati alla protezione civile, riguarda la realizzazione o l'ingrandimento di strutture costruite abusivamente, anche in aree protette e a rischio esondazione del tevere e dell'aniene.

La procura di Roma, lo scorso agosto, a chiusura delle indagini aveva infatti disposto la citazione diretta a giudizio per trentatré persone: sotto accusa ci sono anche l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, Claudio Rinaldi, commissario straordinario per l'organizzazione della manifestazione iridata, e l'imprenditore Giovanni Malagò, proprietario del circolo aquaniene, più volte sottoposto a sequestro (così come altri impianti di Roma) e per cui si sono mobilitati nei mesi scorsi anche campioni come Federica Pellegrini, Massimiliano Rosolino e Valerio Cleri.

Ma tra i rinviati a giudizio ci sono anche Angelo Zampolini, l'architetto factotum dell'imprenditore Diego
Anemone, e Simone Rossetti, gestore del centro benessere Salaria Sport Village, accusati proprio per i lavori del centro sportivo. Al processo si aggiunge la trasmissione degli atti, disposta dai pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, alla procura regionale della corte dei conti per lo spreco di denaro pubblico, come richiesto dai magistrati contabili il 9 luglio scorso.

L'inchiesta sugli abusi edilizi ha finora accertato, in particolare, che il circolo Aquaniene è stato realizzato ex novo, e non ampliando gli impianti già esistenti, così come previsto da una delibera comunale del 2007.
L'Aquaniene, inoltre, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non è destinato solo a fini sportivi: la struttura si estende infatti su 14mila metri quadrati e parte di questi sono stati utilizzati anche per la costruzione di bed and breakfast, ristorante, ludoteca. Invece secondo Malagò, all'epoca anche presidente del comitato organizzatore dei Mondiali, "all'Aquaniene non è stato realizzato neanche un millimetro quadrato difforme da quanto previsto nel progetto iniziale dalla conferenza dei servizi", il tutto realizzato "senza un centesimo di contributo pubblico".

Nella prima udienza di domani si dovrà decidere sull'ammissione dei testimoni al procedimento, e la lista (di circa 120 persone) potrebbe contenere nomi eccellenti: dall'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso, al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al suo predecessore Walter Veltroni. Ma anche Esterino Montino, ex vicepresidente del Lazio, l'attuale assessore all'Urbanistica, Marco Corsini, e il suo predecessore Roberto Morassut. Fino addirittura a Silvio Berlusconi.

FONTE: REPUBBLICA.IT

Ma è sotto sequestro e i lavori continuano????? scratch


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 27 Apr 2011 - 15:28

Venezia - Tensioni all'incontro di una squadra romana con una scozzese

Quei genitori ultrà litigiosi che ora rischiano il Daspo


Minacce e spintoni all'arbitro durante il torneo internazionale

Appostati a bordo campo, già dal fischio d'inizio hanno preso a insultare l'arbitro in un crescendo di termini offensivi. Poi sono passati alle minacce di morte. E infine a robusti spintoni. La partita è durata 3 minuti. L'allenatore ha ritirato la squadra perché si è vergognato.
Loro invece no. Tanto più che non erano tifosi qualunque, ma un gruppetto di genitori dei ragazzi della Fidene Calcio, club romano di Settebagni sulla Salaria, categoria dilettanti, età media tra i 16 e i 17, in gara al torneo di Pasqua di Jesolo. E che ora rischiano il Daspo, come gli ultrà violenti.
L'aggressione è avvenuta durante il match tra la Fidene e gli scozzesi del Langcraigs, valido per la finale del campionato giovanile gestito dalla Eurosporting e a cui partecipavano 85 squadre di 9 nazioni, 270 partire in 2 giorni. Gli adulti accompagnatori, almeno tre, hanno da subito tenuto un comportamento indecoroso. Quando dagli improperi e gestacci si è passati alle mani, l'organizzazione ha chiamato il 113. Nel frattempo il direttore di gara si rifugiava nello spogliatoio trovandone la porta già divelta, arredi e specchi fracassati.
Gli uomini del commissariato di Jesolo hanno identificato due persone, ma le indagini proseguono. «C'è il referto dell'arbitro che dichiara di essere stato insultato e spintonato riportando delle lesioni, come certificato dai medici dell'ospedale» spiega il vicequestore Mario Argenio. «Se verranno accertate responsabilità, parliamo di ingiurie, minacce e percosse sul terreno di gioco, per gli autori richiederemo il Daspo». Ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Su cui deciderà il questore di Venezia. Accontentando così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che aveva chiesto di estendere questo provvedimento ai genitori intemperanti e maneschi.
Quelli dei baby calciatori della Fidene Calcio si erano già fatti riconoscere il giorno prima, durante l'incontro con una squadra tedesca. Incitando volgarmente i ragazzi, inveendo contro gli avversari e l'arbitro, sputando qua e là e correndo persino a prendere a calci i propri figli di cui evidentemente non apprezzavano il rendimento. Così perlomeno raccontano dei testimoni. Quanto ai minori, è chiaro che l'esempio paterno lo hanno già ben imparato, protagonisti, in quello stesso match, di almeno quattro risse, con un vasto campionario di gomitate e parolacce.

Attilio Ortenzi, direttore tecnico della Fidene (che aveva quattro squadre in gara, tra i 14 e i 17 anni) e allenatore degli allievi classe 1994, sostiene che «ho chiesto io all'arbitro di interrompere la partita, al 6° minuto del primo tempo, perché in campo c'era troppa tensione, ho temuto il peggio, senza nessun tipo di recinzione. Ho richiamato i ragazzi in panchina per farli sbollire. Si, certo, insulti e spintoni li ho visti anch'io, ma pure contro i miei... forse il direttore di gara si è messo paura...». Pare invece che Ortenzi, dirigente di esperienza, non abbia affatto apprezzato lo spirito antisportivo dei suoi. Chiedendo scusa e allontanando i genitori ultrà («Non so chi erano, magari spettatori...»).
Per Costantino Falsironi della Eurosporting, che organizza il torneo di Jesolo da 9 anni (e altri 150 in Europa), questa rissa non resterà impunita. «La Fidene Calcio è entrata nella lista nera, per due anni non potrà più partecipare ai nostri trofei». Ma giura che i giovani calciatori romani non sono tutti teppisti. «C'erano quelli di un'altra squadra, la Fonte Meravigliosa, gentilissimi ed educati». Precisa però «che la partita è ripresa e non è vero che il torneo è stato sospeso, quando mai». Nemmeno il comune di Jesolo ha gradito la pubblicità negativa. E per la Fidene Calcio è in arrivo una lettera di biasimo «per la tifoseria incivile» e i «comportamenti nocivi» da parte dell'ufficio Grandi Eventi.
Minimizza, incredulo, Gianni Silvestri, direttore organizzativo della Fidene: «Hanno insultato l'arbitro come accade dovunque, da sempre. Chi non gli ha mai detto cornuto?»

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 6 Mag 2011 - 7:02

IL CASO


Piscine al Salaria Village
chiesta la demolizione



Istanza del IV municipio per abbattere gli impianti abusivi dopo la sentenza del Tar. Nel capannone fuorilegge anche la foresteria per gli atleti dei Mondiali di nuoto. Il terreno è a rischio esondazione del Tevere

di CORRADO ZUNINO
L'impianto ritenuto abusivo realizzato per i Mondiali di nuoto



Con un'azione a sorpresa, il Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma ha firmato la richiesta di abbattere il Salaria Sport Village, l'opera scandalosa dei Mondiali di nuoto, avanzata dagli uffici del IV municipio.

Il Campidoglio, dopo aver sentito la Procura di Roma, ha deciso di dare seguito alla sentenza del Tar dello scorso 13 febbraio, che stabiliva come non potesse bastare la firma di un commissario straordinario a un evento straordinario (nel caso Claudio Rinaldi per "Roma 2009") per costruire sul territorio romano: era necessario, comunque, un "permesso di costruire" concesso dalle autorità comunali. Il potere di cui si era fatto carico il commissario Rinaldi (e prima di lui il sovrintendente Angelo Balducci), ha sostenuto il Tribunale amministrativo del Lazio, era andato oltre il mandato della presidenza del Consiglio. Il Tar ha quindi spiegato: "L'estensione, per il solo fatto di essere destinato a soddisfare esigenze della collettività, della qualifica di impianto pubblico a qualunque impianto privato che insiste su suolo privato e gestito a fini di lucro da soggetti privati sarebbe incomprensibile su un piano logico prima ancora che giuridico". Una motivazione della sentenza amministrativa, questa, che da tempo è stata fatta sua dalla Procura di Roma e ora ha spianato la strada alla scelta dell'amministrazione.

Mercoledì, dopo lunga istruttoria dei tecnici, c'è stata una riunione in Procura ed è partita l'ordinanza di demolizione, recepita ieri mattina dagli uffici operativi del IV municipio, quello che gestisce il territorio (Settebagni) su cui cresce il Salaria. Bisogna ricordare che l'istanza di demolizione riguarda, appunto, i due nuovi manufatti realizzati in tempi rapidi tra il 2008 e il 2009, mentre non tocca gli allargamenti (anche questi non autorizzati) realizzati sulla struttura originaria. Alla base del provvedimento, oltre alla sanzione dell'abusivismo edilizio (argomento sul quale la giunta Alemanno non ha mai mostrato sensibilità), c'è anche la presenza di diversi vincoli ambientali e idrogeologici nell'area interessata e la convinzione della pericolosità delle due grandi strutture erette in una zona che dovrebbe servire come bacino di continenza rispetto alle piene del Tevere.

Nelle ultime tre stagioni in quel punto il fiume è esondato due volte. Ad oggi i due edifici non sono mai stati utilizzati, lasciando l'attività del Salaria compressa nella struttura storica dove, per esempio, nell'unica piscina restante devono forzatamente convivere nuotatori agonisti e principianti.
L'accelerazione degli atti, a fronte di un sindaco che non si è costituito parte civile al processo sulle piscine in corso al Tribunale di Roma, sembra rientrare in una strategia che vorrebbe risolvere la questione Salaria entro il mandato Alemanno (nei prossimi diciotto mesi, quindi). E le istanze di demolizione potrebbero essere allargate ad altre strutture.

Il 30 maggio riparte il processo penale sulle piscine dei Mondiali di nuoto (con la dichiarazione dei testimoni e delle parti civili) mentre a fine giugno il Consiglio di Stato si esprimerà sulla sentenza di febbraio del Tar.

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 6 Mag 2011 - 12:36

settebagnino ha scritto:
Venezia - Tensioni all'incontro di una squadra romana con una scozzese

Quei genitori ultrà litigiosi che ora rischiano il Daspo


Minacce e spintoni all'arbitro durante il torneo internazionale

Appostati a bordo campo, già dal fischio d'inizio hanno preso a insultare l'arbitro in un crescendo di termini offensivi. Poi sono passati alle minacce di morte. E infine a robusti spintoni. La partita è durata 3 minuti. L'allenatore ha ritirato la squadra perché si è vergognato.
Loro invece no. Tanto più che non erano tifosi qualunque, ma un gruppetto di genitori dei ragazzi della Fidene Calcio, club romano di Settebagni sulla Salaria, categoria dilettanti, età media tra i 16 e i 17, in gara al torneo di Pasqua di Jesolo. E che ora rischiano il Daspo, come gli ultrà violenti.
L'aggressione è avvenuta durante il match tra la Fidene e gli scozzesi del Langcraigs, valido per la finale del campionato giovanile gestito dalla Eurosporting e a cui partecipavano 85 squadre di 9 nazioni, 270 partire in 2 giorni. Gli adulti accompagnatori, almeno tre, hanno da subito tenuto un comportamento indecoroso. Quando dagli improperi e gestacci si è passati alle mani, l'organizzazione ha chiamato il 113. Nel frattempo il direttore di gara si rifugiava nello spogliatoio trovandone la porta già divelta, arredi e specchi fracassati.
Gli uomini del commissariato di Jesolo hanno identificato due persone, ma le indagini proseguono. «C'è il referto dell'arbitro che dichiara di essere stato insultato e spintonato riportando delle lesioni, come certificato dai medici dell'ospedale» spiega il vicequestore Mario Argenio. «Se verranno accertate responsabilità, parliamo di ingiurie, minacce e percosse sul terreno di gioco, per gli autori richiederemo il Daspo». Ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Su cui deciderà il questore di Venezia. Accontentando così il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che aveva chiesto di estendere questo provvedimento ai genitori intemperanti e maneschi.
Quelli dei baby calciatori della Fidene Calcio si erano già fatti riconoscere il giorno prima, durante l'incontro con una squadra tedesca. Incitando volgarmente i ragazzi, inveendo contro gli avversari e l'arbitro, sputando qua e là e correndo persino a prendere a calci i propri figli di cui evidentemente non apprezzavano il rendimento. Così perlomeno raccontano dei testimoni. Quanto ai minori, è chiaro che l'esempio paterno lo hanno già ben imparato, protagonisti, in quello stesso match, di almeno quattro risse, con un vasto campionario di gomitate e parolacce.

Attilio Ortenzi, direttore tecnico della Fidene (che aveva quattro squadre in gara, tra i 14 e i 17 anni) e allenatore degli allievi classe 1994, sostiene che «ho chiesto io all'arbitro di interrompere la partita, al 6° minuto del primo tempo, perché in campo c'era troppa tensione, ho temuto il peggio, senza nessun tipo di recinzione. Ho richiamato i ragazzi in panchina per farli sbollire. Si, certo, insulti e spintoni li ho visti anch'io, ma pure contro i miei... forse il direttore di gara si è messo paura...». Pare invece che Ortenzi, dirigente di esperienza, non abbia affatto apprezzato lo spirito antisportivo dei suoi. Chiedendo scusa e allontanando i genitori ultrà («Non so chi erano, magari spettatori...»).
Per Costantino Falsironi della Eurosporting, che organizza il torneo di Jesolo da 9 anni (e altri 150 in Europa), questa rissa non resterà impunita. «La Fidene Calcio è entrata nella lista nera, per due anni non potrà più partecipare ai nostri trofei». Ma giura che i giovani calciatori romani non sono tutti teppisti. «C'erano quelli di un'altra squadra, la Fonte Meravigliosa, gentilissimi ed educati». Precisa però «che la partita è ripresa e non è vero che il torneo è stato sospeso, quando mai». Nemmeno il comune di Jesolo ha gradito la pubblicità negativa. E per la Fidene Calcio è in arrivo una lettera di biasimo «per la tifoseria incivile» e i «comportamenti nocivi» da parte dell'ufficio Grandi Eventi.
Minimizza, incredulo, Gianni Silvestri, direttore organizzativo della Fidene: «Hanno insultato l'arbitro come accade dovunque, da sempre. Chi non gli ha mai detto cornuto?»

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FONTE: CORRIERE.IT
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Caso Fidene, via al Daspo per i genitori degli Allievi. A Jesolo la firma dei testimoni sul verbale del vice questore Argenio


Emiliano Magistri
E' durato quasi quattro ore il faccia a faccia di giovedì mattina presso il distaccamento della questura di Venezia a Jesolo tra il vice questore Mario Argenio e le referenti dell’Euro-Sportring. Un confronto fittissimo che ha portato alla firma del verbale con cui è stato ufficialmente avviato il provvedimento di diffida (Daspo) a carico dei genitori degli Allievi del Fidene che, domenica, si sono resi protagonisti dell’aggressione al direttore di gara nonché alle collaboratrici dell’associazione organizzatrice del torneo internazionale andato in scena a Pasqua.
Le testimoni. Le ragazze, che per questioni di sicurezza hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, hanno comunque confermato la versione dei fatti anche di fronte ai funzionari di Pubblica Sicurezza e le minacce subite per l’intero arco della giornata di domenica. Come ha dichiarato Costantino Falsiroli, responsabile del torneo, contattato telefonicamente, “l’incontro non poteva che concludersi in questo modo. Le nostre collaboratrici si sono limitate a confermare quanto avvenuto e quanto già riferito nei giorni scorsi. Mi auguro a questo punto, visto che il procedimento di diffida è stato avviato, che venga effettivamente applicato a carico di questi signori”. Come già fatto in precedenza, Falsiroli tiene comunque a fare dei distinguo su quanto avvenuto: “Quello che è successo a Jesolo non deve far passare il messaggio dei romani come popolo arrogante e maleducato (e detto da chi romano non è fa piacere ndr), personaggi simili purtroppo esistono anche in Veneto. L’importante è che chi di dovere faccia il possibile per allontanare costoro da un mondo che non ha assolutamente bisogno delle loro performances”.
I fatti di domenica. Deve ancora iniziare la gara tra il Fidene e gli scozzesi del Langcraigs quando gli animi in tribuna iniziano inspiegabilmente a scaldarsi. Il direttore di gara si sente, probabilmente, poco tutelato (il campo era sprovvisto di reti di recinzione ndr) e decide, vista anche la scelta di Attilio Ortenzi, tecnico del Fidene, di ritirare la squadra dal campo per evitare il peggio (la partira dura solo 3’ ndr), di sospendere l’incontro. Come racconta Costantino Falsiroli “persino le nostre referenti sul campo hanno subito aggressioni verbali nei loro confronti esclusivamente motivate dal fatto che erano donne. Sono episodi che purtroppo in questo mondo avvengono, ma in situazioni simili e in un contesto come quello di Jesolo rimangono da stigmatizzare a voce fermissima”.
Cos’è il Daspo. Il Daspo (da D.A.SPO. acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è una misura introdotta con la legge 13 dicembre 1989 n. 401, al fine di contrastare il crescente fenomeno della violenza negli stadi di calcio. Si tratta di un metodo di prevenzione atipico ed è caratterizzato dall’applicabilità a categorie di persone che versino in situazioni sintomatiche della loro pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica con riferimento ai luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni sportive, ovvero a quelli, specificatamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni stesse. Il provvedimento può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono all’estero: può essere altresì comminato dalle competenti Autorità degli altri Stati membri dell’Unione Europea per le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia.
FONTE: IL CORRIERE LAZIALE
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 10 Mag 2011 - 14:56

Salaria Sport Village, Pdl e Pd: "Destiniamo l'opera alla pubblica utilità"


Le forze politiche del Municipio, oltre che essere favorevoli alla decisione di abbattere i manufatti del SSV, sono d'accordo su un punto: "Destiniamo l'opera alla pubblica utilità", allo scopo di restituire alla collettività la struttura

di Redazione - 06/05/2011

Maggioranza e opposizione in IV Municipio accolgono favorevolmente la decisione di demolire i manufatti abusivi del Salaria Sport Village, aggiungendo: “Destiniamo l’opera alla pubblica utilità”.“Come richiesto dai nostri uffici, il Dipartimento urbanistica di di Roma Capitale ha firmato la richiesta per dismettere le opere edificate illegalmente. Dopo una lunga istruttoria tra i tecnici e la riunione tenutasi mercoledì scorso presso l’Ufficio Tecnico del IV Municipio, che ha dato inizio al procedimento per la demolizione in questione, è stata recepita immediatamente dagli uffici del Quarto, appena possibile il Municipio farà in modo che arrivi agli uffici preposti la richiesta per poter utilizzare e quindi rendere fruibili per la collettività le strutture”, dichiara in una nota il Presidente del Municipio, Cristiano Bonelli, che continua: “Auspichiamo come Municipio che i manufatti possano essere acquisiti al patrimonio comunale e municipale ed essere destinati alla pubblica utilità, ovvero, come impianti sportivi pubblici considerato che il Municipio più popoloso di Roma, governato per oltre 15 anni dal centrosinistra, dispone di una sola piscina pubblica. Dopo aver ricevuto i pareri e le dovute autorizzazioni da parte della Regione Lazio che detiene i vincoli avvieremo tutte le dovute richieste”.

Anche il Capogruppo del PD, Paolo Marchionne, ha accolto favorevolmente la decisione del Dipartimento urbanistico del Comune di Roma di abbattere le opere abusive del salaria sport village, e commenta: “Finalmente qualcuno prende atto che i poteri speciali di un commissario straordinario non possono essere usati per speculare ed abusare dell'ambiente e del territorio,disseminando centinaia e centinaia di mq,in barba a vincoli ambientali ed idrogeologici,senza alcun permesso rilasciato dal Comune per costruire. Si condanna quindi ogni forma di abusivismo e si ricorda al centro destra che le strutture del salaria sport village,sono state edificate in una zona che dovrebbe servire come bacino di continenza del tevere.
Il PD del IV° Municipio ritiene accettabile la proposta dell'assessore Corsini a destinare la struttura al servizio del pubblico e della collettività, a condizione che vengano usate tutte le misure di sicurezza relative ai pericoli esondativi. Si può riparare ad un abuso simile solo ripagando la collettività risarcendola con un'opera pubblica a disposizione”.

FONTE: MONTESACRO.ROMATODAY.IT
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 11 Mag 2011 - 8:06

Non per fare polemiche, ma ora che i pezzi grossi hanno avuto quest'idea va tutto bene, mentre quando io nel mio piccolo l'ho suggerito c'è stato un putiferio di accuse.

Basta che la collettività a cui saranno destinati questi impianti sia TUTTA la collettività e non i soliti noti....

Tocca stare molto attenti che non sia un escamotage per farci digerire un rospo indigesto.. flower

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 11 Mag 2011 - 9:34

scusate se esco un po' dall'argomento, ma vorrei fare i miei auguri ad un ragazzo di circa 20/25 anni, che ieri sera verso le 10, ha avuto un malore in uno dei campi del Salaria Sport Village...
Spero davvero che si sia salvato, ma certo stare molti minuti a terra privo di sensi mi fa pensare al peggio, spero di sbagliarmi.
(c'era il defibrillatore ma nessuno lo sapeva usare, nessun medico presente al centro e l'ambulanza c'ha messo 20 minuti ad arrivare)
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 11 Mag 2011 - 15:35

curvanord12 ha scritto:
scusate se esco un po' dall'argomento, ma vorrei fare i miei auguri ad un ragazzo di circa 20/25 anni, che ieri sera verso le 10, ha avuto un malore in uno dei campi del Salaria Sport Village...
Spero davvero che si sia salvato, ma certo stare molti minuti a terra privo di sensi mi fa pensare al peggio, spero di sbagliarmi.
(c'era il defibrillatore ma nessuno lo sapeva usare, nessun medico presente al centro e l'ambulanza c'ha messo 20 minuti ad arrivare)
FORZA RAGAZZO !

anche questo è un scandolo...

non saper usare il defribrillatore e in una struttura così vasta, con molte attività, il non avere un medico in sede è grave.

per quanto concerne lambulanza non si può dire nulla, chi sa dove si trovava al momento della chiamata, non può esserci sempre una nelle vicinanze.

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 13 Mag 2011 - 14:15

laratriv ha scritto:
curvanord12 ha scritto:
scusate se esco un po' dall'argomento, ma vorrei fare i miei auguri ad un ragazzo di circa 20/25 anni, che ieri sera verso le 10, ha avuto un malore in uno dei campi del Salaria Sport Village...
Spero davvero che si sia salvato, ma certo stare molti minuti a terra privo di sensi mi fa pensare al peggio, spero di sbagliarmi.
(c'era il defibrillatore ma nessuno lo sapeva usare, nessun medico presente al centro e l'ambulanza c'ha messo 20 minuti ad arrivare)
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anche questo è un scandolo...

non saper usare il defribrillatore e in una struttura così vasta, con molte attività, il non avere un medico in sede è grave.

per quanto concerne lambulanza non si può dire nulla, chi sa dove si trovava al momento della chiamata, non può esserci sempre una nelle vicinanze.

Purtoppo a me arrivano notizie bruttissime, mi ha detto un mio amico che l'ambulanza non è arrivata in tempo e che il povero ragazzo (che in quel momento giocava in porta) era già deceduto.
Spero davvero che mi abbiano detto una cosa inesatta!
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 13 Mag 2011 - 17:41

settebagnino ha scritto:
laratriv ha scritto:
curvanord12 ha scritto:
scusate se esco un po' dall'argomento, ma vorrei fare i miei auguri ad un ragazzo di circa 20/25 anni, che ieri sera verso le 10, ha avuto un malore in uno dei campi del Salaria Sport Village...
Spero davvero che si sia salvato, ma certo stare molti minuti a terra privo di sensi mi fa pensare al peggio, spero di sbagliarmi.
(c'era il defibrillatore ma nessuno lo sapeva usare, nessun medico presente al centro e l'ambulanza c'ha messo 20 minuti ad arrivare)
FORZA RAGAZZO !

anche questo è un scandolo...

non saper usare il defribrillatore e in una struttura così vasta, con molte attività, il non avere un medico in sede è grave.

per quanto concerne lambulanza non si può dire nulla, chi sa dove si trovava al momento della chiamata, non può esserci sempre una nelle vicinanze.

Purtoppo a me arrivano notizie bruttissime, mi ha detto un mio amico che l'ambulanza non è arrivata in tempo e che il povero ragazzo (che in quel momento giocava in porta) era già deceduto.
Spero davvero che mi abbiano detto una cosa inesatta!
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Sono da poco venuto a conoscenza di questa tragico evento e mio malgrado devo confermare.
Un ragazzo 23enne di Fidene che stava giocando a calcetto presso il Salaria Village, non ce l'ha fatta.
Il fatto è che forse questa volta si poteva fare qualcosa per evitare questa tragedia.
Dopo che lo sfortunato ragazzo ha avuto un malore ed ha perso conoscenza, la prima ambulanza ha messo circa 20 minuti per arrivare sul posto, ma sfortunatamente non aveva il necessario per la rianimazione(?) e la seconda, arrivata dopo altri 10 minuti, non ha potuto fare nulla per il malcapitato. Sapere, poi, che al centro sportivo c'era anche un defibrillatore, ma nessuno che lo sapesse usare, rende questa tradegia ulteriolmente grottesca.
Giungano ad i suoi cari le mie più sentite condoglianza.
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