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 SALARIA SPORT VILLAGE

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Lun 15 Mar 2010 - 19:55

Usi e abusi lungo le sponde del Tevere
Assemblea pubblica organizzata da Labur e Comitato Civico 2013

Il Faro on line – “'Il grande regno' dell’emergenza Tevere”, ovvero usi e abusi sul fiume che attraversa Roma, fino al litorale. Il Labur e il Comitato Civico 2013, hanno voluto ripercorrere, analizzare e approfondire, i progetti legati al Tevere e alla sua foce, in un’assemblea pubblica.
“In questo momento non c’è più la certezza della legge – spiega l’urbanista Paula De Jesus – Quando la Protezione Civile dichiara che un territorio è in stato di emergenza, si saltano tutte le procedure e le regole. Il Tevere è un grande business. Tutti i progetti vedono lo sviluppo urbanistico di Roma dal Tevere alla foce. Il Comune di Roma definisce queste aree come: “Sottoutilizzate, senza manutenzione e con scarso utilizzo da parte degli abitanti”. La realtà è che le aree verdi fanno parte dei servizi per i cittadini, mentre la prassi attuale vede queste aree totalmente in stato di abbandono, in modo da poter poi vendere come riqualificazione opere che arricchiscono pochi”.
Questo binomio viene ripreso da Mirella Belvisi, consigliere nazionale di Italia Nostra, per un altro abuso nato sul Tevere. Trattasi del Salaria Sport Village, impianto di 75.000 mq nato per i mondiali di nuoto, in una zona a rischio esondazione. Di proprietà di Diego Anemone e Filippo Balducci, l’impianto è stato definito idoneo dal commissario straordinario con superpoteri Angelo Balducci, con parere contrario di Comune, Provincia e Regione.
“Con la scusa dei grandi eventi – spiega la Belvisi – è stata fatta una legge che da poteri enormi alla Protezione Civile. Noi abbiamo fatto molte denunce, che non arrivavano mai in fondo, a volte perché si smarriva il fascicolo, altre perché scadevano i termini. Eravamo però al centro delle intercettazioni tra i Balducci e gli Anemone, che volevano impedirci di fare ulteriori denunce e cosa ben più grave, si voleva fare pressioni sul Tar. Qui si fanno opere con i soldi dei cittadini per fare opere a beneficio dei privati, che non sono aperte al pubblico”.
Sulla scia dell’intervento della Belvisi, il vice presidente del Consiglio del IV Municipio, Riccardo Corbucci, prosegue: “Con la nostra battaglia contro il Salaria Sport Village abbiamo fatto emergere che ormai la corruzione non serve più, perché le leggi si aggirano direttamente. Tutto è emergenza, compresi i 150 anni dell’Unità d’Italia. Si è riusciti a convincere i cittadini che l’emergenza equivale alla politica del fare, la realtà mostra un Paese dove i cittadini devono rispettare le leggi, mentre chi ha soldi o amici influenti le può scavalcare”.

Da Roma si arriva ben presto all’Idroscalo, protagonista di uno sgombero lo scorso 23 febbraio, ampiamente documentato dai media: “La verità – ha dichiarato Paula De Jesus – è che l’Idroscalo è stato sgomberato per il raddoppio del porto”.
Mentre Andrea Schiavone, presidente del Labur racconta di grossolane bugie: “Non c’era alcun allarme nelle 36 ore precedenti da parte della Protezione Civile. Per uno sgombero sono necessari un allarme, una successiva valutazione del pericolo e un alloggio alternativo. Dopo la piena del 2008 l’Autorità di Bacino decise di far partire il PS5, e l’unico intervento scritto su quell’ordinanza riguardava la pulizia degli arenili di Ostia e Fiumicino. Inoltre l’unico Commissario delegato era il Presidente della Regione, quindi il sindaco Alemanno ha effettuato un’operazione che - sempre secondo Schiavone - non era di sua competenza, considerando anche il fatto che l’area è demaniale e non comunale”.
Un accenno anche al condono che sarà votato all’interno del decreto definito “mille proroghe” come anticipa la De Jesus: “Il condono non riguarda il singolo, ma servirà a sanare grandi abusi commessi prima del 2003, e quindi anche le Terrazze del Presidente”.

Numerosi gli interventi degli altri Comitati, tra i quali Edoardo Morello, presidente del Cdq Fiumara Grande: “La zona di Passo della Sentinella è a rischio R4 come quasi tutta l’Isola Sacra, ma mentre a Fiumicino si rilasciano concessioni edilizie, la foce si considera come un ricovero di delinquenti. Eppure esiste una sentenza di un tribunale, datata 1994, nella quale viene dichiarata la zona come non demaniale e non golenale. I nove vincitori della causa sono di fatto proprietari”.
C’è poi Elena, residente all’Idroscalo che sottolinea un paradosso: “Paghiamo le utenze, risultiamo residenti ai rispettivi numeri civici, l’Ama passa regolarmente e c’è un capolinea degli autobus”.
Barbarino Iannucci, presidente dell’Associazione Tevere Nuovo si sofferma invece sulla cantieristica nata sul Fiume: “Se doveva essere operativo il PS5, perché i cantieri sono nati come funghi? Nel PS5 è chiaramente spiegato che devono esserci delle zone per far defluire l’acqua in caso di esondazione, le barche invece creano delle dighe. Il fiume è precipitato in una industrializzazione che lo mette a repentaglio”.
Conclude Carlo Lucherini, vice presidente del Consiglio Regionale del Lazio e conoscitore della situazione del fiume come ex sindaco di Monterotondo: “Il piano dell’Autorità di Bacino deve essere presa in considerazione. Quando ero sindaco, a nord di Monterotondo si continuava a costruire in zona a rischio esondazione. Non è possibile edificare se non si fanno preventivamente opere di salvaguardia dell’esistente. Il PS5 prevede che prima di costruire sia necessario il parere dell’Autorità di Bacino, oltre a quello comunale. Nel caso del Salaria Sport Village ci rendemmo conto che qualcosa non andava, com’era possibile dare parere positivo se a poca distanza non si poteva costruire? Facemmo una serie di interrogazioni in regione, ma nonostante i dinieghi di tutti gli enti, si passò ad edificare in base alla legge sulle emergenze, ma il grande vento non ci salverà in caso di piena. Deve necessariamente esserci un equilibrio corretto per intervenire sul fiume dal punto di vista ambientale, poiché le concessioni facili possono mettere a rischio intere città”.


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 23 Mar 2010 - 16:21

IL NOSTRO FORUM FA DISCUTERE... LEGGETE L'ARTICOLO QUI SOTTO RIPORTATO

Salaria Sport Village, dopo arresti e sequestri continuano i lavori
Completati i parcheggi anch'essi edificati su area agricola vincolata. Lavori che non si sono mai fermati fin dal giorno del sequestro e struttura operativa nonostante i sigilli della Magistratura. In questo Paese può avvenire che il famigerato impianto sportivo del Salaria Sport Village a Settebagni venga sequestrato dalla Procura poichè edificato su terreno vincolato e a rischio esondazione. Può addirittura succedere che l'imprenditore proprietario dell'impianto venga tradotto in carcere per corruzione e l'amministratore delegato indagato, senza che tutto questo fermi lo scempio ambientale in corso sulla Salaria. Infatti dal 25 maggio 2009, data del sequestro del Salaria Sport Village mega impianto costruito grazie ai poteri straordinari dei Mondiali di Nuoto in deroga a tutte le norme urbanistiche e di sicurezza, i lavori non si sono mai interrotti. Nonostante i sigilli della magistratura. Come mettono in evidenza le fotografie, dal momento del sequestro in poi la struttura è stata completata interamente. "Negli ultimi mesi si è addirittura lavorato per realizzare i parcheggi sempre su terreno agricolo a poche decine di metri dal Tevere" ci dice Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. In effetti i parcheggi non c'erano alla data del sequestro dell'impianto e sono stati realizzati in questi giorni. "Peraltro la casualità vuole che una parte dello spazio utilizzato per i parcheggi si trovi proprio nei pressi del terreno dove quest'estate si era sviluppato un piccolo incendio notturno" continua Marco Palumbo, consigliere provinciale del XXI collegio. A lamentarsi sono soprattutto i cittadini che dal forum del quartiere rilanciano le proprie preoccupazioni soprattutto in materia di sicurezza (http://settebagni.forumattivo.com).
"La struttura è illuminata a giorno tutta la notte, dal comignolo esce sempre il fumo dell'impianto di riscaldamento. Saremmo curiosi di sapere se viene utilizzata, magari i vigili che in questi giorni sono in servizio speciale a Settebagni, grazie ad un progetto della Regione Lazio, potrebbero fare qualche verifica" continuano Corbucci e Palumbo che annunciano "un'interrogazione urgente al IV Municipio per conoscere gli atti di controllo promossi dalla giunta Bonelli sulla questione".


FONTE: ROMA2013

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 2 Apr 2010 - 15:33


Il grande regno dell'emergenza Tevere:
interventi di L. Miocchi (Comitato di Quartiere Settebagni) di R. Corbucci (vice Pres. del Consiglio IV Municipio)



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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 28 Apr 2010 - 17:47

AGI) - Perugia, 27 apr. - Il commissariamento del Salaria sport village e della Societa' sportiva romana, due societa' del gruppo Anemone, e' stato chiesto dai pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, titolari dell'inchiesta sui 'Grandi eventi'.
La prima struttura, in particolare, era venuta alla ribalta perche' da alcune intercettazioni era emersa la frequentazione del circolo romano da parte del sottosegretario Guido Bertolaso.


http://www.agi.it/iphone/notizie/201004271949-cro-rom0116-inchiesta_g8_pm_commissariare_salaria_sport_village flower flower

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 30 Apr 2010 - 16:13

L'interesse del ministro per il Salaria Sport Village
di Claudia Fusani L'UNITA'


Fatti. E non, come dice il ministro Scajola, «inspiegabile gogna mediatica da cui non mi lascerò intimorire». Un’evasione fiscale documentata da ottanta assegni circolari, tutti già acquisiti in copia dagli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, per un totale di 900 mila euro. Si tratta di un illecito amministrativo, non penale, è il ministro non è, al momento, indagato. Di sicuro, però, è qualcosa di politicamente assai scorretto che in altri paesi avrebbe già fatto scattare le dimissioni. Per almeno altri due motivi, oltre il “dettaglio” dell’evasione fiscale. Il primo: la consegna di quegli assegni circolari utilizzati per acquistare un magnifico appartamento di nove vani e mezzo con vista sui Fori Imperiali e il Colosseo è avvenuta «alla presenza dello stesso ministro negli uffici di via della Mercede in una sala riunioni penso nella disponibilità dello stesso ministro» racconta a verbale Barbara P., una delle due venditrici dell’immobile. Il secondo: gli assegni consegnati dal ministro provengono dal conto corrente di un professionista – l’architetto Angelo Zampolini – legato agli affari della cricca dei grandi appalti (il costruttore Anemone e i grand commis Balducci, Della Giovanpaola e De Santis, tutti in carcere per corruzione dal 10 febbraio) - e su cui pende una richiesta di arresto con l’accusa di riciclaggio «delle somme oggetto della corruzione» da parte della procura di Perugia.

Gli sviluppi d’indagine dei magistrati umbri – Centrone, Sottani, Tavernese – e degli investigatori (finanza, carabinieri e polizia) hanno raccontato come tra le varie “utilità” messe a disposizione da costruttuori e professionisti in cambio di appalti e grandi opere, ci fosse anche l’acquisto della casa. Tra il 2004 e il 2006 i fondi neri di Anemone gestiti da Zampolini vengono utilizzati per comprare la casa al figlio di Balducci (435 mila euro), all’allora ministro per l’Attuazione del programma Claudio Scajola (900 mila), al generale della Guardia di Finanza poi in forza all’Aisi Francesco Pittorru. Ora, se il cambio-merce frutto della corruzione da parte di Balducci e di Pittorru è già stato evidenziato dalle indagini (appalti e ristrutturazioni alla ditta Anemone grazie anche al Nos, nulla osta sicurezza necessario per entrare in appalti di caserme e edifici coperti dal segreto), non risulta agli atti quale sarebbe stato «il favore» fatto da Scajola agli imprenditori. Sempre che il favore ci sia stato perché in linea teorica è assolutamente possibile che Anemone-Zampolini abbiano voluto fare un regalo al ministro. Una possibilità di cui sono poco convinti gli investigatori. Che stanno spulciando e incrociando dati di incarichi e appalti a favore della cricca e che possono aver interessato in qualche modo il ministro. Allora – nel 2004 – ma anche oggi, dal 2008 in poi.

Il sospetto nasce da una richiesta avanzata dallo stesso ministero per lo Sviluppo economico di cui oggi è titolare Scajola. Il 12 marzo scorso, mentre i giornali raccontano ormai da giorni i dettagli del sistema gelatinoso, gli uffici di Scajola inviano una nota al Nucleo speciale di polizia tributaria in cui chiedono di avere notizie «in merito alle irregolarità eventualmente accertate a carico delle due società fiduciarie Stube e Fidear». Il ministero è preoccupato perché notizie di stampa dicono che le due fiduciarie – titolari del Salaria sport village di Anemone e Balducci – sarebbero al centro di un giro di corruzione e riciclaggio. Scajola, i suoi uffici, vogliono sapere «ai fini dell’adozione di provvedimenti di propria competenza». La Guardia di finanza non solo non ha risposto ma ha segnalato lo strano interessamento ai magistrati perugini. Che rapporti aveva il ministero di Scajola con Anemone e il Salaria Village? Incuriosisce sapere anche come il ministro Scajola il 29 luglio 2004 è stato nominato presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni di Cristoforo Colombo. Si tratta di verificare ora che tipo di incarichi aveva questo comitato. E quale capitolo di spesa a disposizione. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori anche gli appalti e le commesse del ministero per lo Sviluppo economico. Molte cose le potrà spiegare lo stesso ministro quando sarà chiamato dai magistrati di Perugia. E magari alla fine si tratterà “solo” di una cospicua evasione fiscale.
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Sab 1 Mag 2010 - 21:43


Quelle case d'oro
agli amici del Salaria Club:

Per i pm era il prezzo che l'imprenditore pagava a politici e finanzieri
Al centro delle verifiche i passaggi di soldi e le finanziarie legate al centro sportivo


di CORRADO ZUNINO REPUBBLICA

I nuovi filoni dell'inchiesta sulla Protezione civile confermano che Roma è il centro della ragnatela di corruzione intessuta dalla cricca Anemone. Sono quattro gli immobili comprati a "personaggi sensibili" con i soldi del gruppo edile. Innanzitutto "casa Scajola", acquistata dal ministro dell'Industria in via Fagutale: nove vani e mezzo con vista Colosseo, Lory Del Santo vicina d'attico e Raoul Bova sulla stessa colonna. L'ampio appartamento sarebbe costato 1,7 miliardi. Novecentomila euro, secondo la Procura di Perugia, sono provviste del costruttore Anemone girate ai venditori dall'architetto Angelo Zampolini, l'uomo della contabilità in nero. Poi, le due case acquistate da Diego Anemone per i figli del generale della Finanza Francesco Pittorru. La prima, affaccio su via Merulana, sarebbe costata 285 mila euro. La seconda, in via Poliziano, una traversa, 529 mila euro. In entrambi i casi metà del prezzo sarebbe stato versato in nero. Poi c'è l'appartamento in via della Pigna per Lorenzo Balducci, attore, figlio del presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici.

L'immobile, vicino a Largo Argentina, è costato 435 mila euro. Li avrebbe versati, dicono i pm, Anemone attraverso il solito Zampolini. Per comprendere le reciproche utilità tra il ministro Scajola e il costruttore, gli investigatori hanno ripreso in mano la storia del palazzo della Propaganda Fide in piazza di Spagna del Vaticano, che Angelo Balducci, voleva far ristrutturare dalla Protezione civile. Monsignor Crescenzio Sepe si adoperò per far entrare nel comitato scientifico della Fondazione, come esperta d'arte, la moglie del ministro Scajola. Tra l'altro, agli atti dei pm di Perugia c'è una lettera inviata dagli uffici del ministero dell'Industria alla polizia tributaria: chiedevano notizie sulle irregolarità "eventualmente accertate a carico di Stube e Fidear". Sono le due fiduciarie alla base del Salaria Sport Village di Settebagni, riconducibili a Diego Anemone e Filippo Balducci, l'altro figlio dell'alto funzionario arrestato.
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 6 Mag 2010 - 16:52


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 14 Mag 2010 - 17:26

Oltre sessanta appalti in 6 anni
così Anemone creò la sua ragnatela
Dalle tapparelle alle caserme: tutti gli affari. Interventi a Palazzo Chigi e a Palazzo Grazioli. Ma nel periodo a cui si riferiscono gli appunti trovati non c'è praticamente ministero che non gli abbia affidato commesse di CORRADO ZUNINO e FRANCESCO VIVIANO




ROMA - L'ultimo imbarazzo di Guido Bertolaso, il pied a' terre da 40 metri quadrati di via Giulia 189 allocato nel centro migliore di Roma, conduce - seguendo le nuove carte uscite dalla Procura di Perugia che mettono a fuoco 412 lavori eseguiti dal gruppo edile Anemone dal 2003 al 2008 - alla spiegazione del funzionamento del sistema Protezione civile, alle sue logiche di scambio. I lavori privati realizzati nelle case che contano, le molte falegnamerie allertate per realizzare le librerie private dei politici, facevano scaturire dopo mesi i grandi appalti pubblici per l'imprenditore di Grottaferrata. Gli iperlavori del G8 della Maddalena, la ricostruzione dell'Aquila, poi i Mondiali di nuoto e tutte le opere del "giro fiorentino" sono state evidenziate nella prima parte dell'inchiesta, quella ancora radicata nelle procure di Roma e Firenze. Ora i tre sostituti di Perugia, sequestrando le carte della contabilità di Anemone, hanno messo in fila tutti gli altri appalti, quelli ordinari, figli - secondo l'accusa - di un rapporto diretto con i ministeri retti nel tempo da Claudio Scajola e Pietro Lunardi, soprattutto con il potentissimo ufficio di Guido Bertolaso: la Protezione civile.

Si scopre, allora, come nelle otto pagine di "ricostruzione appalti" i lavori elargiti a Claudio Rinaldi, commissario di "Roma 2009", in via Appia, via Aosta e via Nazionale a Roma si trasformeranno nell'ottenimento - da parte di Anemone - della ricostruzione della scuola di San Giuliano di Puglia, a Campobasso, quella che soffocò con il terremoto del Molise ventisette bambini e un insegnante. Rinaldi, infatti, fu nominato da Bertolaso capo della missione.





Un monopolio di appalti pubblici

E' impressionante scoprire la profondità della ramificazione pubblica di Diego Anemone e della sua famiglia, capaci di ottenere 65 appalti importanti in sei stagioni. Le sue aziende hanno costruito il carcere di Sassari (58 milioni di euro) e realizzato cinque interventi nel "minorile" romano di Casal del Marmo. Era forte su quel terreno, con quei ministeri (Interno, Difesa), l'imprenditore Anemone. E infatti, grazie al "certificato Nos" per i lavori con le "istituzioni sensibili", ha ottenuto dodici appalti per otto caserme della guardia di finanza, corpo nel quale aveva generali e marescialli amici che lo informavano delle inchieste sul suo conto. Si scoprono due appalti con i carabinieri (la caserma di Tor di Quinto, sempre a Roma) e quattro con il Viminale. Importante è il cantiere di via Zama, sede dei servizi segreti.

Seguendo il libro mastro della contabilità di Anemone si torna dal generale (gli appalti pubblici) al particolare (i lavori nelle case dei vertici della polizia e dei servizi). Nella lista si possono avvistare gli interventi nella casa di via Civinini interno 6 intestata all'ex capo della polizia Gianni De Gennaro (qui appuntato come "capo Ps", ma in realtà vi risiede il figlio) e quelli nella stessa strada romana - presumibilmente lo stesso palazzo - che ospita l'appartamento di Antonio Manganelli, attuale capo della polizia. Lo staff di Manganelli fa sapere che quella dimora è stato presa in affitto, ma non ancora occupata. De Gennaro, invece, conferma di aver conosciuto l'imprenditore Anemone e che la sua famiglia lo ha regolarmente pagato per la ristrutturazione. Negli appunti edili, ancora, c'è il nome dell'attuale capo dei servizi segreti, Nicola Cavaliere: lui assicura di non aver mai incontrato Anemone. E' possibile che i lavori nella casa di Cavaliere siano stati realizzati quando l'appartamento era occupato da Claudio Scajola, ministro dell'Interno dal 2001 al 2002.

I lavori nei palazzi dei poteri

Il livello dei rapporti del costruttore del Salaria Sport Village gli ha consentito di entrare direttamente nei palazzi di Silvio Berlusconi. La lista di Anemone racconta, infatti, di quattro interventi a Palazzo Chigi: la consegna di un letto, poi di una cucina, alcuni mobiletti e la generica manutenzione. Appuntava tutto, il costruttore. Una seconda nota parla di "Palazzo Grazioli" (la residenza privata romana del premier), senza ulteriori specifiche. Quindi, si legge di un intervento in un ufficio della presidenza del Consiglio ricavato in via XX Settembre, dell'impianto di condizionamento della sala stampa di Palazzo Chigi e della "sede di Forza Italia".

Tre appalti il costruttore di Grottaferrata li ha ottenuti con il dicastero delle Finanze, uno con le Attività produttive, uno con il ministero dell'Istruzione. Uno, ancora, è stato segnato come "ministero delle Scienze". A Porta Pia le manovalanze di Anemone si sono occupate del nuovo ufficio di AB (presumibilmente Angelo Balducci, il presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici oggi in carcere) e in via Monzanbano dell'ufficio dell'ingegner Rinaldi. Ma i "servigi" dell'imprenditore ai potenti hanno garantito altri appalti pubblici romani: il Policlinico Umberto I (due interventi), l'ospedale Spallanzani, la Facoltà di Architettura di Valle Giulia e a Latina la Casa dello studente universitario. Nello sport, oltre al Centrale del tennis, ecco gli interventi sui centri Coni di Madonna di Campiglio e Schio. Poi lavori su sette chiese, a dimostrazione di un asse di ferro con il Vaticano. E quelli in emergenza (60 milioni) per la frana di Cavallerizzo, provincia di Cosenza. Dove Bertolaso era, al solito, commissario straordinario.

FONTE: REPUBBLICA

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Dom 16 Mag 2010 - 13:13

LA LISTA DI ANEMONE: CLICCA QUI !
cmq non credo che tutti erano a conoscenza dei suoi "affari"

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 18 Mag 2010 - 7:35

"Il Presidente del IV municipio Cristiano Bonelli ha presentato la relazione del lavoro svolto in due anni vantandosi di non aver consentito la realizzazione di un metro cubo di cemento. Un intervento incredibile per chi come Bonelli ha inaugurato, insieme al Sindaco, l’ampliamento dell’ormai noto circolo sportivo del Salaria Sport Village sequestrato per abusivismo e al centro dell’inchiesta sugli appalti del G8" lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci, vicepresidente del IV municipio.

"Dal momento della sua elezione la prostituzione su via Salaria è rimasta la stessa, la lista d’attesa degli asili nido non sarà abbattuta a causa della mancata apertura di asili già pronti a Vigne Nuove e Bufalotta, i cartelloni pubblicitari abusivi si sono moltiplicati" continua Corbucci del Pd.

"Si parla di buco di bilancio e intanto si continuano ad assegnare fondi, venti mila euro senza bando, per una sagra sul vino. Svilendo invece servizi sociali che rischiano la chiusura a causa della mancata presentazione del bilancio. Una gestione insufficiente che ha già portato la maggioranza a sgretolarsi se è vero che oggi in aula erano presenti soltanto la metà dei consiglieri di maggioranza" conclude Corbucci.


http://www.romanotizie.it/iv-municipio-corbucci-pd-nella-relazione-di-bonelli-nessun-accenno-al-salaria-sport-village.html

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 8 Giu 2010 - 20:45

«Anemone? Lo porterei sull'Isola»
Simona Ventura in un'intervista esclusiva: «Magnolia indagata? So chi c'è dietro certe sporche manovre»


SUL SETTIMANALE «A»
«Anemone? Lo porterei sull'Isola»
Simona Ventura in un'intervista esclusiva: «Magnolia indagata? So chi c'è dietro certe sporche manovre»


MILANO - «Magnolia indagata per uno stralcio delle indagini su Anemone? Ma io Anemone lo porterei sull'Isola dei famosi». Simona Ventura parla in esclusiva con “A” in edicola da mercoledì 9 giugno, e sulle indiscrezioni riportate da alcuni quotidiani contrattacca: «Avendo capito da dove arriva quel pettegolezzo, non ho motivo per prenderlo sul serio. Primo: la stessa Procura di Milano ha chiarito che non c’è alcuna inchiesta riguardante l’Isola dei famosi. Secondo: so chi c’è dietro queste sporche manovre. Problemi loro. Per quanto mi riguarda, non voglio fare polemiche con chi prova a mettersi in gara con me. Sarebbe come se il Barcellona polemizzasse con l’Ostiamare».

«SBAGLIATO OSTACOLARE SANTORO» - La conduttrice interviene anche sul caso Santoro: «Ostacolarlo è un errore perché è bravo e ha successo. Uno come Santoro non si censura. Il risultato di tutta questa tarantella è che è diventato un martire e un tribuno del popolo». E quando il discorso scivola sullo scandalo suscitato dalla candidatura di Mastella all'Isola, Simona Ventura risponde prontissima: «La litigata di Berlusconi e Fini davanti alle telecamere non era forse un reality? E le primarie non sono un altro reality? La comunicazione politica in Italia è molto cambiata, si deve prenderne atto. Il problema è piuttosto la sostanza, che resta melmosa».

FONTE: CORRIERE.IT

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 9 Giu 2010 - 7:32

Evil or Very Mad cyclops affraid pale Question Mad
mamma mia non c'è vergogna...

subito trovano da sfruttare la situazione...

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 17 Giu 2010 - 16:33

dal sito: http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/06/15/news/ampliamenti_e_concessioni_fantasma-4849941/

Ampliamenti e concessioni fantasma
Ecco la mappa delle opere fuorilegge



Nell'inchiesta anche gli intrecci tra lo Sport 2000 e il direttore comunale della promozione e gestione impianti. Dall'Eur alla Flaminia i club che potrebbero essere sigillati

di RORY CAPPELLI e GIOVANNA VITALE


Il circolo Salaria Sport Village

Sono in tutto 15 gli impianti sportivi oggetto, ormai da oltre un anno, delle indagini della magistratura. Alcuni di questi, poiché costruiti in palese violazione delle norme paesaggistiche, sono sotto sequestro da tempo: per esempio il Salaria Sport Village edificato in un'area di sversamento del Tevere in località Settebagni. Il Circolo Tevere Remo costruito in riva al fiume all'Acquacetosa. Il Gav New City che ha cementificato il Parco di Trigoria. O, ancora, il Flaminio Sporting Club (circolo di via Vitorchiano) che è stato costruito in un'area tutelata. A quest'ultimo, tra l'altro, la giunta Veltroni aveva negato il permesso di costruzione.

Sono dieci invece gli impianti che rischiano nuovamente il sequestro. L'Agepi di via Ortolani, sull'Ostiense, per "opere inammissibili in quanto costituiscono variante alle previsioni degli strumenti urbanistici vigenti". Per quanto riguarda: l'Axa di via Eschilo, sulla Colombo, la Cristo Re di via Nemorense (corso Trieste), la Polisportiva Parioli di via Vajna (cioè l'esclusivo Circolo Tiro a Volo), la Villa Flaminia di via Donatello (circoli in cui è stato costruito ex novo di tutto, dalle palestre ai bar ai ristoranti ai parcheggi), risultano "ammissibili solo gli adeguamenti degli impianti natatori". E poi, ancora: il Circolo Canottieri Aniene (Aquaniene) di via della Moschea, un impianto completamente nuovo. Il Real Sporting Village di via Giorgieri: qui le opere "sono inammissibili in quanto incompatibili con i vincoli paesaggistici e ambientali". Nel Roma Team Sport di via Cina sono state "riscontrate difformità nella distribuzione degli spazi interni" e il Roma 70 di via Tor Bella Monaca presenta "eccedenze" nella cubatura. Per quanto riguarda lo Sport 2000, anche qui era stato dato "parere favorevole per le sole opere di adeguamento impianto natatorio e servizi connessi": sono state però realizzate due palestre, spogliatoi, campo polivalente da calcetto, volley, basket.

Per la vicenda dello Sport 2000 era finito nel registro degli indagati - insieme a Claudio Rinaldi (allora commissario delegato per i mondiali di nuoto Roma 2009) e a Roberto Pulitani (direttore dei lavori delle opere edili realizzate) - anche Bruno Campanile, in qualità di amministratore unico della Società Sport 2000. Proprio Bruno Campanile è il direttore della "Promozione sportiva e gestione impianti" del comune di Roma. Che si occupa, appunto, di "promuovere e diffondere" come spiega la pagina relativa nel sito del comune, "la pratica sportiva sul territorio comunale, mediante la programmazione e gestione di manifestazioni" tramite "la concessione di sostegni finanziari e contributi".
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mer 23 Giu 2010 - 19:28

PM DI PERUGIA: «SISTEMA
ANEMONE» AL SALARIA VILLAGE

FONTE: LEGGONLINE

È «il sistema di relazioni intessuto da Diego Anemone che può essere posto alla base della sistematica acquisizione di appalti pubblici, nonchè dei favori elargiti in funzione della grossa speculazione sottesa all'operazione Salaria sport village». Lo ha sostenuto il gip di Perugia nell'ordinanza con cui ha disposto il divieto di lavorare con la pubblica amministrazione per otto mesi per il centro sportivo e per la società sportiva romana. Si tratta delle due aziende ritenute che secondo gli inquirenti perugini fanno capo all'imprenditore Diego Anemone, al centro della cricca degli appalti. Il giudice Massimo Ricciarelli ha comunque escluso dal divieto «la partecipazione a gare ad evidenza pubblica caratterizzate da pubblicazione dei bandi, segretezza delle offerte e garanzia per la concorrenza». I pm perugini avevano chiesto per le due aziende il commissariamento, respinto però dal giudice, in particolare in relazione alle indagini sugli appalti per i mondiali di nuoto a Roma. Dagli accertamenti è emerso che la società sportiva romana è proprietaria degli immobili del Salaria sport village a Settebagni ed entrambe le strutture societarie sono riconducibili ad Anemone, risultato socio al 50 per cento con il figlio di Angelo Balducci, Filippo, della stessa Società Sportiva romana le cui quote sono state poi da entrambi cedute ad altre società. Secondo gli inquirenti le due famiglie avrebbero tentato una speculazione immobiliare con un ampliamento del centro sportivo di Settebagni attraverso la realizzazione di nuove opere per un valore di 36 milioni di euro. Nell'ordinanza del gip Ricciarelli è tra l'altro scritto che «è indubitabile» come proprio Anemone «fosse al centro del traffico di favori prestati dai compiacenti funzionari, a lui stabilmente collegati in rapporti di tipo societario o parasocietario, come il tipo di intese con Angelo Balducci consente agevolmente di ritenere». Nell'ordinanza sono riportati stralci degli atti delle indagini svolte tra Perugia e Firenze. È stato tra l'altro nuovamente ricostruito il viaggio compiuto a San Marino il 17 ottobre del 2008 da Stefano Gazzani, il commercialista di Anemone e Balducci. Secondo i pm in questa occasione vennero intestati dei beni alla madre dell'ex commissario per i mondiali di nuoto Claudio Rinaldi. Gli inquirenti hanno quindi ritenuto che il viaggio venne organizzato da Anemone «nell'interesse» di Rinaldi e «ha avuto ad oggetto una attività di gestione di fondi da occultare a San Marino».

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Dom 4 Lug 2010 - 6:21

Oriano Mattei : Diego Anemone - Storia di un semplice bottegaio che diventa uno dei più importanti palazzinari Romani





Dalla bottega di falegname nella periferia nord di Roma s'è arrampicato fin sotto la croce di Cristo. Non proprio quella sul Golgota, ma pur sempre quella da cui Giovanni Paolo II salutò i giovani al Giubileo del Duemila. Quell'altare a Tor Vergata intarsiato di legni pregiati, sobrio e magnificente, era uscito fresco fresco dalla fabbrichetta della famiglia Anemone a Settebagni, due saracinesche nella stradina intitolata al patrono del quartiere, Sant'Antonio da Padova. Che di miracoli, evidentemente, ne dispensa ancora.
"Questa scenografia vuole descrivere la vitalità e la laboriosità del Popolo di Dio", proclamarono gli organizzatori della giornata mondiale dei giovani cattolici. Ma nemmeno potevano immaginare fino a che punto una delle loro pecorelle li avrebbe presi in parola. Già. È proprio da quella croce sulla spianata benedetta che comincia la parabola di Diego Anemone, giovane figlio della Salaria povera che un bel giorno decide di conquistare Roma.
Certo papà Dino dalle sue parti era uno piuttosto conosciuto: simpatie comuniste e buone entrature in Vaticano erano un bel mix già negli anni Settanta. Pian piano aveva trasformato la piccola impresa di famiglia e ingrossato i suoi affari: le prime ristrutturazioni, qualche costruzione per vivere fra gli agi di un piccolo borghese.
Ma il figlio l'aveva tirato su a pane e cazzuola: scuole di periferia, diploma di geometra e subito il matrimonio con Vanessa Pascucci, la sua compagnuccia fin dalle elementari. Niente villone, la macchina che capitava, levataccia e diciotto ore di lavoro, pochissime uscite notturne. Sembra quasi l'impresario edile interpretato da Elio Germano ne "La nostra vita".
Il tempo si divide fra il cantiere e i due figli Arianna e Lorenzo, di 10 e 8 anni. Così la vedono gli Anemone, compreso il fratello minore Daniele e lo zio Luciano. Al punto che adesso non si capacitano di come qualcuno cerchi di scaricare tutta la nuova tangentopoli, che ha coinvolto big come Guido Bertolaso e Angelo Balducci nell'inchiesta sugli appalti del G8 della Maddalena, sulla testa del figliolo prediletto, borgataro dai modi pittoreschi, questo sì, ma delinquente mai: "Speriamo che qualcuno prima o poi se ne renda conto", si sfoga papà Dino, ormai schivato dalla gente di Settebagni che al "sistema Anemone" non ci riusciva a credere nemmeno dopo l'arresto di Diego.
La croce che gli cambiò la vita arrivò grazie all'angelo giusto. Quell'ingegner Angelo Balducci, che già il padre Dino conosceva per aver lavorato parecchio con preti e confraternite, ma con cui è Diego a instaurare un vero rapporto "famigliare". Un legame forte, di amicizia, che gli spalanca i sacri cancelli del Vaticano e le porte della Roma che conta.
Non c'è potente cui Diego ora non arrivi. Non c'è indirizzo che non frequenti. Non c'è palazzo che non conosca a memoria. O che non sia finito sulla famigerata lista dei favori. Nella sua Settebagni, chi lo conosce da un po', giura che il salto di qualità in fatto di quattrini e stile di vita sia arrivato poco prima del Giubileo, quando diventa amico di Filippo Balducci, il primogenito di Angelo.
Lo stesso con cui costruirà il Salaria Sport Village. Dalle grazie del figlio a quelle del padre, il passo è breve. Tanto che Diego in poco tempo scalza ogni rivale, fino a diventare lui l'uomo di fiducia del capo. Condividono molto. Segreti e pettegolezzi. Dai meccanismi con cui la cricca appalta i lavori, ai favori elargiti a politici e potenti, fino alle scappatelle gay del capo in compagnia di qualche ragazzotto in cerca di carriera. Eppure in pubblico mantengono sempre le distanze: "Quando telefonavo ad Angelo perché c'era un problema, spesso mi rispondeva Diego. Oppure me lo passava. Il legame fra loro era profondo, si sentivano ogni giorno e si vedevano spesso. Eppure erano molto diversi.
Mentre Balducci dava subito l'impressione di essere un pezzo grosso, Anemone aveva l'aria del "pezzente ripulito". Parla male l'italiano, ha modi spicci. Glielo dico io che vengo dalle borgate romane", racconta un ex collaboratore dei due. Tanto che Diego non diventa mai un vero vip, anzi spesso si lamenta o si compiace proprio del ruolo di spalla.
Anche perché se l'ex gentiluomo di Sua Santità apre tutte le porte, serve poi qualcuno che si presenti all'uscio. Meglio se con i doni e gli omaggi del grande capo. Per Diego portare i saluti di Balducci era quasi una filastrocca: "L'ingegner Balducci le manda a dire che sta bene", ha ripetuto a imprenditori, ministri, onorevoli, alti gradi delle forze armate stringendo la mano. Una mano quasi mai vuota, come gli insegnò il babbo, innamorato della campagna.
Comprò parecchi ettari a Monteleone di Orvieto, in Umbria, dove ancora produce olio, carne pregiata e il Brandesco IX, un vinello rosso con cui s'è tolto pure qualche soddisfazione sulle guide enologiche: "Mi raccomando, dotto', se serve la carne buona chiamatemi, che ci penso io", amava promettere nei palazzi dei potenti. Proprio come adesso fa Diego, che a Natale s'è presentato a casa di un notabile con sei bottiglie "de olio bbono" avvolte nella carta di giornale.
Così Anemone jr ha voltato pagina: ha lasciato il quartiere di Settebagni e s'è trasferito nella villa bunker della Bufalotta. Le vecchie auto sono diventate supercar e, negli ultimi tempi, è arrivato pure un autista al seguito. Il vestito s'è tinto di blu sempre più scuro, sono comparse le iniziali sulla camicia e il Rolex sportivo sempre al polso. Cellulari che squillavano in continuazione.
Favori, favori e ancora favori. Al ministro Lunardi, all'ex ministro Scajola, al braccio destro di Matteoli, all'onnipotente Bertolaso, a generali, prefetti, spioni, boiardi di Stato, magistrati, registi e divi del tiggì. Intanto la vecchia società s'è trasferita dallo scalo di Settebagni a un edificio color salmone al civico 1327 della Salaria. Uno spazio enorme dove riceveva i suoi uomini.
Per mesi è rimasto semivuoto, l'ufficio: "Tanto a Diego bastano un tavolo e un cellulare per quello che deve fare lui. Ricordo che l'ultima volta che ci sono stato non c'era nemmeno il pc. Era surreale: uno stanzone enorme, sgombro e lui in fondo che telefonava", racconta un ex collaboratore.
Già, perché venire dalla borgata spesso vuol dire dover fare lo splendido. Come quando decise di assumere Anthony Smith, il fratello della compagna di Mauro Masi, direttore generale della Rai. Lo stipendio partì dal 1 luglio, ma se gli comodava, poteva presentarsi al lavoro tranquillamente a settembre. Per non parlare dei favori al capo. Perché Balducci non ama solo il potere, ma anche la famiglia.
La moglie Rosanna Thau adora il cinema, s'è messa in società con Vanessa Pascucci e hanno aperto una casa di produzione. Parola d'ordine: accontentarla. Papà Angelo adora anche i due figli. Che ci sia di mezzo il primogenito Filippo, ex seminarista diplomato in musica sacra, oppure il fratello minore Lorenzo, più che promettente attore di cinema, ci pensa sempre Diego.
La procura per la casa a Parigi dell'amico ballerino. L'auto nuova da immatricolare. E ancora i mobili per l'appartamento di un conoscente. Le cucine su misura per un altro, le librerie in stile per un altro ancora, i lavori nelle dimore dei potenti cedute a prezzi di favore dalla Propaganda Fide.
A spendere e spandere così, qualsiasi imprenditore sarebbe fallito in pochi mesi. Invece Diego ha fatto un altro dei suoi miracoli. Basta guardare il fatturato della Anemone Costruzioni, una delle infinite società del trentanovenne di Settebagni. Ha un capitale sociale da piccola attività commerciale, appena 50 mila euro, eppure ha visto crescere il fatturato da 10,9 milioni di euro nel 2007 a 37,7 milioni nel 2008.
Per non parlare del Salaria Sport Village, il suo sogno d'infanzia. Quando lui e Vanessa erano ancora mocciosi, il suocero Pascucci ci faceva il custode. Sulla riva del Tevere all'epoca c'erano solo un paio di piscine malandate di proprietà del Banco di Roma. Ci andavano a nuotare quelli del quartiere a un prezzo di favore. Ora Anemone vi ha costruito la sua piramide.
Calcio, tennis, piscine olimpiche, centri fitness, bar e ristoranti vip al chilometro 14,500 della Salaria sono per tutti il simbolo ostentato del suo conquistato potere. Adesso i ragazzi di Settebagni ci lavorano dentro, perché non possono più permettersi di pagare l'iscrizione. L'affare di famiglia, anzi di famiglie. I cui protagonisti sono anche stavolta i Balducci (padre Angelo e figlio Filippo) e gli Anemone. Quattro anni fa il premier Silvio Berlusconi nominò l'ex gentiluomo di Sua Santità commissario dei Mondiali di nuoto.
Ed ecco che quelle vecchie vasche, assieme a un terreno poco più in là, si trasformano nel più famoso dei beauty center romani: "A Settebagni nemmeno ci volevano credere quando raccontavamo di averci visto Bertolaso, Paolo Bonaiuti, Elisabetta Gardini o Mariano Apicella. Rispondevano che gli Anemone erano dei furbi, certamente, ma non erano gente di questo livello", racconta un ex dipendente.
Almeno fino a quando, alla festa del santo patrono, il 13 giugno 2009 non s'accorsero che i fuochi d'artificio in onore di Sant'Antonio non partivano più dalla parrocchia, com'era sempre stato, ma dal Salaria Sport Village, sede di incontri più intimi e profani. Benevolmente offerti alla cittadinanza dalla ricca famiglia Anemone. Secondo alcuni per ringraziare il Santo che li aveva aiutati, secondo altri "preoccupati" di non dover un giorno versare i 9 milioni di oneri di concessione (il doppio del bilancio municipale) finora abbuonati e investiti in business e sport.
Danno e beffa per Giacomo Spaini, il patron del Settebagni calcio. All'improvviso, s'è trovato a fare i conti con Diego e il fratello Daniele in vena di spese folli, pronti a inseguire a tutti i costi il sogno della serie D. Prima si sono comprati il Fidene, ribattezzato Fidene Salaria Sport Village fra casacche, tute e borsoni griffati. Poi sono arrivate pure le offerte di ingaggio a giocatori e dirigenti del Settebagni, molti dei quali hanno accettato allettati dai quattrini. Vada pure per la concorrenza sleale in campo, ma quando Spaini s'è visto anche piombare i vigili per contestargli una tettoia di pochi metri, non deve averci visto più.
Ha sgomberato tutto, ha pagato e ha alzato gli occhi verso il Salaria Sport Village che cresceva a vista d'occhio. Senza che nessun vigile e nessun assessore si fosse mai premurato di verificare cosa stesse succedendo. Sono i Mondiali di nuoto, rispondevano in municipio, il commissario ha poteri straordinari. E così anche il rapporto con il quartiere s'è rotto. Pure Vanessa, dopo Diego, ha smesso di venirci. Niente più shopping in zona. Niente più passeggiate nel suo vecchio rione: "Il legame con Settebagni è cambiato solo dopo le polemiche sulla Maddalena.
Fino al 2008, gli Anemone lavoravano con le attività commerciali di qui e nessuno contestava nulla. Poi smisero", spiega il comitato. Tanto la bottega era diventata un impero fra il palazzo per il G8 della Maddalena, la residenza dell'Arsenale, lo stadio del tennis al Foro Italico. Mentre la casa natale dell'Anemone ormai sfiorito al civico 37 di quella via Sant'Antonio, ironia della sorte, ora cade a pezzi.




FONTE:ORIANO MATTEI http://orianomattei.blogspot.com/2010/07/oriano-mattei-diego-anemone-storia-di.html

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Sab 31 Lug 2010 - 7:09

http://www.ilgiornale.it/interni/il_cesare_verbali_uno_nessuno_e_centomila/30-07-2010/articolo-id=464292-page=0-comments=1

Questi arresti domiciliari dorati gli conteranno come giorni di pena qualora viene condannato.
Anche la prigionia è diversa a seconda delle tasche...

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Gio 5 Ago 2010 - 15:52

FONTE: LA REPUBBLICA

CORRUZIONE: 33 citati a giudizio.
Processo per abusivismo edilizio, Sotto accusa l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e Claudio Rinaldi, ex commissari straordinari per l'organizzazione della manifestazione. Sequestrati nuovamente il circolo Aquaniene e il Salaria Sport Village. La prima udienza il 5 aprile


Angelo Balducci


ROMA - A processo per abusivismo edilizio. La procura di Roma ha disposto la citazione diretta a giudizio per 33 persone: sotto accusa c'è il procedimento per la realizzazione e l'ingrandimento delle strutture sportive che hanno ospitato nella capitale le delegazioni dei mondiali di nuoto del 2009. Gli abusi edilizi, secondo i pm, sono stati commessi in gran parte per la realizzazione di circoli sportivi, molti dei quali in zone di interesse paesaggistico. I pubblici ministeri Sergio Colaiocco e Delia Cardia hanno disposto la trasmissione degli atti alla procura regionale della corte dei conti, come avevano richiesto i magistrati contabili il 9 luglio scorso.

I soggetti coinvolti. Sotto accusa ci sono l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e Claudio Rinaldi: i due si sono susseguiti nella carica di commissario straordinario per l'organizzazione della manifestazione iridata. A giudizio anche l'imprenditore Giovanni Malagò, per il circolo Aquaniene, che è stato nuovamente sottoposto a sequestro (i sigilli erano stati messi già un anno fa).

Tra gli imputati anche Simone Rossetti, gestore del centro benessere Salaria Sport Village (anche questo sequestrato oggi per la seconda volta) e finito nelle intercettazioni, ormai all'attenzione dei pm di Perugia, insieme al capo della protezione civile Guido Bertolaso. Nell'occhio del ciclone alcuni incontri 1 che sarebbero avvenuti nel settore "spa e benessere" del centro sportivo.

Tra i direttori dei lavori che dovranno subire il processo c'è anche l'architetto Angelo Zampolini, già direttore dei lavori del Salaria Sport Village e tra i principali indagati nella più ampia inchiesta nei cosiddetti "grandi eventi", finita alla procura di Perugia in seguito al coinvolgimento dell'ex procuratore aggiunto di Roma, Achille Toro.

La prima udienza per tutti è fissata per il 5 aprile 2011. Nei giorni scorsi, nell'ambito dell'inchiesta, è stato ascoltato il sindaco Gianni Alemanno. E alcuni indagati, tra i quali Malagò, si sono fatti interrogare volontariamente dal pubblico ministero. Tra questi, Malagò.

Gli edifici sequestrati. Nell'ambito dell'indagine di Piazzale Clodio sono finite sotto sequestro complessivamente una decina di strutture tra circoli e impianti sportivi, tutti oggetto di lavori in occasione dei Mondiali di nuoto.

FOTO: GLI IMPIANTI SPORTIVI 2

Come già accennato, è stato sequestrato nuovamente, su ordine della procura di Roma, l'impianto sportivo Aquaniene 3, nella zona dei Parioli, su decisione del gip Donatella Pavone. Nell'ambito dell'inchiesta erano già state sequestrate altre quattro strutture realizzate a Roma in zone con vincoli paesaggistici: il Salaria Sport Village 4, il Flaminio Sporting Club 5, il Reale Circolo Canottieri Tevere 6 e il Gav Roma Natura.

L'inchiesta sugli abusi edilizi per i Mondiali di nuoto del 2009 ha finora accertato che il Circolo Aquaniene è stato realizzato ex novo, e non ampliando gli impianti già esistenti, così come previsto da una delibera comunale del 2007. L'Aquaniene, inoltre, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non è destinato solo a fini sportivi: la struttura si estende infatti su 14mila metri quadri e parte di questi sono stati utilizzati anche per la costruzione di bed and breakfast.
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 10 Ago 2010 - 15:51

TRATTO DAL FILM "DRAQUILA"
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 21 Set 2010 - 0:30


Mondiali di Nuoto, magistratura faccia il suo corso,
strumentale la protesta degli atleti
“I Comitati, le Associazioni, i rappresentanti del mondo politico e i cittadini che da oltre 3 anni hanno portato avanti una durissima battaglia di legalità e trasparenza sugli impianti pubblici e privati sorti per i Mondiali di Nuoto Roma ’09, leggono con stupore le dichiarazioni di Federica Pellegrini, campionessa mondiale di nuoto, ma non di rispetto per il lavoro della magistratura e per il fiume di soldi pubblici pagati dai cittadini” – dichiara Mirella Belvisi di Italia Nostra – “Federica Pellegrini infatti, si indigna solo per il sequestro del nuovo impianto del circolo Aquaniene, si dice persino informata delle vicende giudiziarie sui Mondiali di Nuoto, ma non ha nulla da dire sul fatto che ben 3 impianti pubblici a Roma siano ancora chiusi e che siano stati compiuti abusi e illeciti gravissimi, a danno del patrimonio ambientale, in quelli privati come ad esempio al Salaria Sport Village e a Babel all’Infernetto”.

Gli fa eco Paula de Jesus, urbanista di LabUr: “E’ singolare che la Pellegrini non si interessi ad esempio del Polo Natatorio di Ostia, il futuro Centro Federale della FIN che doveva sostituire quello di Verona in cui proprio lei e Massimiliano Rosolino sono cresciuti, mentre entrambi inscenano un sit-in di protesta per chiedere il dissequestro dell’Aquaniene. Il Centro Federale di Verona, tra le altre cose, neppure chiuderà per cedere il passo a quello di Ostia, come invece aveva dichiarato l’Assessore alle Attività Produttive con delega al Litorale per il Comune di Roma, Davide Bordoni, molto vicino al Sen. Paolo Barelli, Presidente della FIN”.
Il Centro Federale di Verona, intitolato ad Alberto Castagnetti, ct della nazionale scomparso ad ottobre del 2009, era destinato infatti a chiudere i battenti per problemi di costi, ma il 23 marzo 2010 è arrivato il “salva impianto”: un milione di euro per la sua ristrutturazione. La stessa Pellegrini, che ha sempre snobbato Ostia, affermò, in quell’occasione, «resto a Verona, sono qui da anni ed ho intenzione di rimanerci fino a Londra 2012».
“Questo spiegherebbe perché la FIN non ha fretta di terminare i lavori della foresteria del Polo Natatorio di Ostia, su cui gravano grossi problemi economici e, secondo quanto dichiarato dallo stesso Sen. Barelli, pressioni di poteri forti, forse la stessa malavita” – aggiunge Andrea Schiavone, del Comitato CC2013- “Così gli impianti pubblici a Roma, Ostia, Valco San Paolo e Pietralata, restano chiusi nell’indifferenza degli sportivi e anche di un’amministrazione capitolina che ha promesso l’apertura al pubblico durante le finte inaugurazioni. Le foresterie previste e pagate con i soldi dei contribuenti o non sono state costruite o come quella di Ostia sono ancora un cantiere. Per l’Aquaniene invece, che è a gestione privata, e il cui Presidente è G. Malagò, si mobilitano persino i campioni come la Pellegrini che è socia per meriti sportivi del circolo”.
“Rimango perplessa nell’apprendere le parole della Pellegrini che dice di conoscere le vicende dei Mondiali di Nuoto non sapendo forse che la Commissione Europea ha risposto recentemente all’interrogazione di Niccolo’ Rinaldi, europarlamentare Idv, riconoscendo la necessità di intervenire per la trasparenza di tutti quegli appalti sui grandi eventi attribuiti alla Protezione civile del governo italiano, compreso il Polo Natatorio di Ostia” dichiara Simona Mignozzi referente Idv XIII Municipio.
“I valori dello sport però sono altro” – conclude Riccardo Corbucci, Vice Presidente del Consiglio del IV Municipio – “Considero l’iniziativa della Pellegrini e degli altri atleti strumentale agli interessi dei privati e non del pubblico che non usufruisce realmente di questi impianti. L’impegno, prima che come atleti, dovrebbe essere come cittadini, cioè appoggiare l’iniziativa della Procura, che sta cercando di fare luce sullo scandalo dei Mondiali di Nuoto in cui sono stati compiuti abusi, gravi irregolarità e speculazioni a danno del territorio e del patrimonio pubblico come nel caso del Salaria Sport Village”.

FONTE: BLOG RICCARDO CORBUCCI

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Lun 11 Ott 2010 - 9:11


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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Mar 12 Ott 2010 - 7:10

laratriv ha scritto:
PER LARA: Forse così si vede meglio... Cool

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Dom 19 Dic 2010 - 17:14

SETTEBAGNI, RIPESCATO NEL TEVERE CADAVERE DI UN UOMO

Di Redazione-Marco Scrofani 09/12/2010
http://www.settimanalezona.com/notizia.php?id=2842



E'stato ripescato nel Tevere il cadavere di un uomo, Andrea Genovese, dopo ben 3 settimane dalla scomparsa seganalata dai familiari lo scorso 3 dicembre. Il corpo dell'uomo si trovava a bordo dell'auto sulla quale viaggiava, finita nel fiume all'altezza di Settebagni, periferia Nord di Roma

affraid
Inoltre volevo avvisarvi che
Quest'oggi, verso le ore 14:40, al centro sportivo Salaria Village, sono entrati in azione dei veri e propri teppisti che hanno dato fuoco persino ad un furgone della squadra ospite (Anziolavinio) parcheggiato all'interno di un'area di sosta nel centro sportivo di Settebagni.
Con la scusa di andare a vedere una partita, questi "signori" fanno solo danni e creano disordine a chi vorrebbe solo vedere una partita di calcio tifando la propria squadra. Evidentemente a questi violenti (non li chiamo tifosi) del Fidene (ovviamente non generalizzo, parlo solo di quei delinquenti), non frega nulla del gioco del calcio, ma solo "far casino".
Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, sono dovuti entrare in azione per colpa di questi beceri ed evitare che persone innocenti, corressero rischi ulteriori !
(per la cronaca la partita è terminata con un pareggio per 2-2)
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Lun 20 Dic 2010 - 0:56

settebagnino ha scritto:
Quest'oggi, verso le ore 14:40, al centro sportivo Salaria Village, sono entrati in azione dei veri e propri teppisti che hanno dato fuoco persino ad un furgone della squadra ospite (Anziolavinio) parcheggiato all'interno di un'area di sosta nel centro sportivo di Settebagni.
Con la scusa di andare a vedere una partita, questi "signori" fanno solo danni e creano disordine a chi vorrebbe solo vedere una partita di calcio tifando la propria squadra. Evidentemente a questi violenti (non li chiamo tifosi) del Fidene (ovviamente non generalizzo, parlo solo di quei delinquenti), non frega nulla del gioco del calcio, ma solo "far casino".
Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, sono dovuti entrare in azione per colpa di questi beceri ed evitare che persone innocenti, corressero rischi ulteriori !
(per la cronaca la partita è terminata con un pareggio per 2-2)

Calcio/ serie D: Fidene-Anzio, incendiato pulmino degli ospiti
Il raid teppistico a incontro iniziato, poi terminato 2-2

Raid teppistico nel pomeriggio al Salaria Sport Village, nella periferia nord di Roma. Il pulmino della squadra ospite, l'AnzioLavinio, è stato dato alle fiamme, durante i primi minuti della partita del campionato di Serie D con i padroni di casa del Fidene, da un gruppo di facinorosi che si è dileguato a bordo di alcuni scooter prima che potessero intervenire le forze dell'ordine. Lingue di fuoco altissime, ripetuti scoppi per le gomme che esplodevano, rischi di propagazione dell'incendio alle auto parcheggiate nelle immediate adiacenze del mezzo dato alle fiamme. Sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e carabinieri con diverse pattuglie. Un plotone di polizia in assetto antisommossa ha poi presidiato il campo per tutta la partita in modo da prevenire incidenti tra le tifoserie delle due squadre. La partita è finita 2-2. Anzio e Fidene erano state protagoniste il 16 maggio scorso, di un acceso spareggio di 123 minuti, terminato ai calci di rigore, per l'ascesa diretta in serie D. In quell'occasione vinse il Fidene. L'Anzio raggiunse la Serie D, un mese dopo, sul campo del Mosciano, in Abruzzo,al termine della serie degli spareggi nazionali.
FONTE: SPORT VIRGILIO
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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Lun 20 Dic 2010 - 7:22

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MessaggioTitolo: Re: SALARIA SPORT VILLAGE   Ven 14 Gen 2011 - 16:16

settebagnino ha scritto:
Quest'oggi, verso le ore 14:40, al centro sportivo Salaria Village, sono entrati in azione dei veri e propri teppisti che hanno dato fuoco persino ad un furgone della squadra ospite (Anziolavinio) parcheggiato all'interno di un'area di sosta nel centro sportivo di Settebagni.
Con la scusa di andare a vedere una partita, questi "signori" fanno solo danni e creano disordine a chi vorrebbe solo vedere una partita di calcio tifando la propria squadra. Evidentemente a questi violenti (non li chiamo tifosi) del Fidene (ovviamente non generalizzo, parlo solo di quei delinquenti), non frega nulla del gioco del calcio, ma solo "far casino".
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